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Il vendicativo aumento di pena a Formigoni

Il mutuo della Lega e i 18 mesi in più all'ex governatore lombardo. Il perché di due logiche diverse

20 Settembre 2018 alle 20:42

Il vendicativo aumento di pena a Formigoni

Foto LaPresse

Nella Terza Repubblica del cambiamento giudiziario-giustizialista ci sono giudici che con nonchalance imbarazzante firmano la pace fiscale con la Lega di Matteo Salvini, accordandosi per una restituzione del maltolto alle casse pubbliche tramite mutuo in 76 comode rate, roba che il privato cittadino non la otterrebbe mai nemmeno da Babbo Natale.

 

Ma ci sono giudici che per un maltolto tutto sommato inferiore, e di cui lo stato già recuperato quasi tutto, decidono in Corte d’appello di aumentare la pena detentiva, dai 6 anni di reclusione comminati in primo grado (condanna notevole, e di cui la Procura generale si era limitata a chiedere la conferma) a 7 anni e 6 mesi. E’ accaduto nel processo all’ex governatore lombardo Roberto Formigoni, per corruzione, nel caso della Fondazione Maugeri.

 

Formigoni si è sempre difeso ribadendo di non aver mai arrecato danni alla Sanità lombarda, non è stato creduto. Si vedrà in Cassazione. Si può pacatamente notare che la linea difensiva di Formigoni non è stata delle più efficienti: in Appello si è visto rifiutare la richiesta di patteggiamento, accolta per altri coimputati, a motivo di una richiesta di pena troppo bassa. Ma nemmeno questo è il punto.

 

Il punto da notare è che aumentare di 18 mesi una condanna ha l’evidente e rancido sapore di una vendetta esemplare, più che di una retribuzione di giustizia, per un politico già sottoposto a confisca, che non serve più abbattere per via giudiziaria e che in carcere non andrà (è over 70 anni). Ma nella Terza Repubblica giudiziaria i pesi e le misure continuano ad essere differenti. A seconda se il politico è già caduto, o se sta sovranamente in sella.

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Commenti all'articolo

  • eleonid

    21 Settembre 2018 - 08:08

    Non ho mai capito, pur nel riconoscimento dell'autonomia di ciascun magistrato, perché non ci sia un'omogenea cultura nell'approcciare e sentenziare addebiti giudiziari che presentano analoghe caratteristiche. Detta così significa ovviamente esemplificare la complessità che si porta dietro ciascun processo e le diverse sensibilità di ciascun magistrato. Ma da qui a giungere a conclusioni processuali che a volte sembrano stridere contro la mancanza di buonsenso, che credo dovrebbe accompagnare ogni sentenza , può suscitare nel semplice cittadino qualche perplessità . Perché per quanto giusta e oggettiva possa essere una sentenza porta sempre con sè un minimo di soggettività nella ricerca della verità. Il sig. Formigoni è stato un grande protagonista della politica italiani per svariati anni. Questo non significa che possa essere al di sopra della legge, ma credo che una certa credibilità le si debba riconoscere come attenuante delle accuse mossegli.

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  • carlo schieppati

    20 Settembre 2018 - 22:10

    Del resto il "sarete annoverati tra i malfattori" era una conseguenza ineliminabile della "promessa" per la quale si era mosso Formigoni e quelli come lui. Per il resto è il solito immondo rito dell'uso politico della giustizia. Viva Formigoni!

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