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L'erba e le birre di Philippe Gilbert (che vince alla Vuelta)

A Bilbao il belga conquista la dodicesima tappa della corsa spagnola precedendo Alex Aranburu e Fernando Barceló

5 Settembre 2019 alle 18:16

Quando a Vitoria il 2 aprile 2013 Philippe Gilbert scese dalla bici dopo l'arrivo della seconda tappa della Vuelta al Pais Vasco aveva una faccia lunga e cupa. Non tanto per il piazzamento, ventesimo. Non tanto per le condizioni atmosferiche, orribili. A turbarlo, a farlo incavolare furono soprattutto i tifosi, a suo dire “invadenti”, a tal punto d'averlo danneggiato, a suo avviso, nel momento decisivo, quello che aveva scelto per scattare.

  

 

Un allungo che non ci fu mai, un tentativo abortito che il belga non accettò di buon grado. La sera in albergo, indeciso se abbandonare o rimanere in corsa (più per le condizioni atmosferiche che per quanto accaduto in corsa), prese il telefono e twittò una dozzina di parole: "I like to inhale cannabis in every single climb of this race. Pais vasco".

  

  

La direzione di corsa non la prese bene, diversi appassionati baschi neppure, anche perché alla radio passò il messaggio che il belga avesse dato dei drogati agli abitanti di Vitoria.

 

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Egoi Lasa e la sua compagna (e futura moglie) Martina, però non si offesero, anzi trovarono scherzose le parole del campione del mondo tanto da appendere sulle pareti del loro bar, affianco alla televisione, la bandiera basca e la gigantografia di uno dei corridori baschi più forti della storia, Marino Lejarreta, anche un poster del corridore di Verviers. E accanto al poster una scritta: "Qui si tifa basco. E anche Gilbert". Oltre la scritta, una promessa: chi viene in bici per vedersi le corse, in caso di vittoria di Gilbert ha in regalo una birra.

 

Oggi al bar di Egoi e Martina però nessuna birra è stata spillata. Perché Egoi e Martina, come ogni volta che passa la Vuelta nei Paesi baschi chiudono il bar e vanno a vedere passare i corridori. E non poteva andare meglio. Perché sull'Alto de Arraiz, a nove chilometri dall'arrivo, Philippe Gilbert si è alzato sui pedali e ha staccato prima il gruppetto di avanguardisti che gli stava attorno e poi il basco Alex Aranburu e l'aragonese, ma cresciuto nell'Euskadi, Fernando Barceló. Gilbert ha superato il traguardo della dodicesima tappa del Vuelta per primo a braccia alzate. Alle sue spalle gli altri due, che sono riusciti solo a sfiorare il belga, che non c'hanno creduto abbastanza e lo hanno visto, da vicino, esultare. Per Egoi e Martina comunque festa grossa, perché nel loro locare si tiferà basco, ma "anche Gilbert". Per le birre ripassate domani.

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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