Affondare Putin

Il colpo ucraino alla flotta russa è rilevante pure per silenziare il piagnisteo sulla stanchezza

Paola Peduzzi

Un attacco missilistico ucraino ha gravemente danneggiato la Novocherkassk nel porto di Feodosia, nella Crimea orientale. Che cosa mostra questo raid sulla strategia di Kyiv e il racconto della guerra

L’Aeronautica ucraina ha annunciato ieri mattina di aver colpito e gravemente danneggiato la Novocherkassk, una nave anfibia russa che era ormeggiata nel porto di Feodosia, nella parte orientale della penisola della Crimea occupata dalla Russia.

  

   

L’attacco missilistico ucraino è avvenuto attorno alle 2 e mezza della notte tra lunedì e martedì e ha colpito questa nave lunga 112 metri classe Ropusha, costruita nella Danzica sovietica durante la Guerra fredda. Il comandante delle Forze aeree ucraine, Mykola Oleschuk, ha ripostato le immagini di un enorme incendio nel porto di Feodosia: secondo Kyiv, l’esplosione è dovuta al fatto che la nave da sbarco trasportava munizioni e materiale bellico, compresi i droni Shahed, di fabbricazione iraniana. Mosca ha ammesso che la Novocherkassk è stata danneggiata.

 

 

Come ricorda Mark Galeotti sullo Spectator, la Novocherkassk ha avuto già momenti “infelici” durante la guerra russa in Ucraina: è stata danneggiata da un attacco ucraino quando era in attività vicino a Berdyansk, nell’Ucraina sud-orientale, e come la sua nave “sorella” Tsezar Kunikov è stata a lungo ferma perché, a causa delle sanzioni, non sono più state reperibili alcune parti da sostituire. Nella notte dopo il giorno di Natale – che l’Ucraina ha festeggiato per la prima volta il 25 dicembre per distanziarsi ulteriormente dalla Russia che lo festeggia il 7 di gennaio – la Novocherkassk è stata colpita dai missili cruise Storm Shadow di fabbricazione franco-britannica lanciati da due bombardieri Su-24 ucraini che la Russia dice di aver poi abbattuto.

Non è la prima volta che Feodosia viene colpita e la perdita da parte della Russia  di una nave da sbarco non sembra cruciale da un punto di vista militare visto che non esiste l’opzione che Mosca organizzi operazioni anfibie contro obiettivi ucraini. Queste navi sono utilizzate soprattutto per trasportare materiale che serve alla guerra di terra, ma sono diventati degli obiettivi che gli esperti considerano  relativamente facili: la nave gemella di Novocherkassk, la Minsk, era stata colpita in un attacco simile quando era ancorata al largo di Sebastopoli a settembre.

Ma questo attacco è rilevante, spiega Galeotti, per tre ragioni. La prima è che conferma che l’Ucraina ha in dotazione  la versione più potente – 550 chilometri di raggio – degli Storm Shadow. La seconda è che mostra che la strategia dell’Ucraina è quella di rendere la Crimea troppo difficile da tenere per Vladimir Putin che pure la considera esistenziale – e da un punto di vista militare lo è. Kyiv non pianifica un’invasione di terra della penisola ma sta cercando di isolarla, come aveva fatto con la città di Kherson, fino a che i soldati russi non furono costretti a ritirarsi. Ovviamente la Crimea non è Kherson, ma il messaggio è arrivato chiaro: non c’è alcun posto sicuro per i russi nella penisola. La terza ragione riguarda l’operatività della flotta russa nel Mar Nero che, di attacco in attacco, è stata debilitata, costringendo Mosca a muovere le sue navi non sulla base di una strategia d’attacco ma per proteggerle dai raid degli ucraini.

C’è poi la questione più importante che riguarda quel che l’opinione pubblica occidentale pensa della guerra – la famigerata “stanchezza” che sta condizionando le decisioni dei leader politici, e anche il racconto che i media internazionali fanno di quel che avviene in Ucraina. Mentre un ennesimo articolo del New York Times ha rinfocolato la fin qui fake news di una volontà putiniana di negoziare con Kyiv e con l’America, occupano molto spazio le notizie sull’abbassamento dell’età del reclutamento di uomini ucraini a 25 anni e la “liberazione” da parte dei russi della città-fantasma del Donbas, Mariinka, descritta come strategica quando le fortificazioni ucraine sono già state spostate. In realtà la contraerea ucraina continua a difendere in modo molto efficace le città ucraine dai bombardamenti russi, gli avanzamenti della Russia sul terreno ucraino sono poco più che simbolici e costano migliaia di morti, la flotta russa diventa “sempre più piccola”, come ha detto Volodymyr Zelensky (Kyiv ha sempre la battuta pronta: ha detto che ora la Russia ha un sottomarino in più, la Novocherkassk affondata)  e c’è una notizia che deve ancora essere confermata ma che sarebbe clamorosa: gli ucraini dicono di aver abbattuto tre cacciabombardieri Su-34 russi in un unico giorno sopra la regione di Zaporizhzhia – potrebbero essere stati colpiti dal sistema missilistico Patriot appena consegnato dalla Germania.

Se come dicono olandesi e danesi sono in arrivo i 61 F-16 promessi, il piagnisteo sulla guerra che gli ucraini non possono vincere verrebbe finalmente silenziato.

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  • Paola Peduzzi
  • Scrive di politica estera, in particolare di politica europea, inglese e americana. Tiene sul Foglio una rubrica, “Cosmopolitics”, che è un esperimento: raccontare la geopolitica come se fosse una storia d'amore - corteggiamenti e separazioni, confessioni e segreti, guerra e pace. Di recente la storia d'amore di cui si è occupata con cadenza settimanale è quella con l'Europa, con la newsletter e la rubrica “EuPorn – Il lato sexy dell'Europa”. Sposata, ha due figli, Anita e Ferrante. @paolapeduzzi