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l'incontro

Blinken vede Xi a Pechino. Il mezzo passo avanti nelle relazioni America-Cina

Dopo mezz'ora di dialogo con il leader cinese, il segretario di stato americano dice che ci sono “diverse questioni” sulle quali i due paesi sono “profondamente in disaccordo”, ma ribadisce la necessità di "stabilizzare le relazioni diplomatiche”. Il nodo Taiwan

Il segretario di stato americano, Antony Blinken, e il leader cinese Xi Jinping alla fine si sono incontrati. Non era scontato: nella prassi diplomatica tra America e Cina, quando un segretario di stato è in visita a Pechino, incontra anche il leader ma questa volta fino a 45 minuti prima del vertice l’incontro tra Blinken e Xi non era confermato.

Il dialogo con il leader è durato poco più di mezz’ora: Xi Jinping seduto a capotavola, il capo della diplomazia dell’Amministrazione Biden e tutta la delegazione alla sua destra, seduti di fronte agli omologhi cinesi – davanti a Blinken non c’era il ministro degli Esteri Qin Gang, incontrato al suo arrivo a Pechino domenica, ma Wang Yi, l’ex ministro degli Esteri promosso a gennaio direttore dell'Ufficio della Commissione Affari esteri del Comitato centrale del Partito comunista cinese, un ruolo molto più decisionale e operativo. Nella mattinata locale di oggi, Blinken aveva avuto tre ore di colloquio a porte chiuse con Wang Yi. Un funzionario americano di questo livello non visitava la Cina sin dal 2019.

Dopo il bilaterale, Blinken ha tenuto una conferenza stampa da solo con i giornalisti, durante la quale ha spiegato che ci sono “diverse questioni” sulle quali i due paesi sono “profondamente in disaccordo”, ma ha ripetuto la necessità di “stabilizzare le relazioni diplomatiche” – un’espressione usata anche qualche giorno fa durante un briefing con i giornalisti da Kurt Campbell, consigliere speciale per l’Indo-Pacifico del segretario di stato.

La versione dell’incontro riportata dai media cinesi è molto simile. Xi avrebbe detto che la Cina “rispetta gli interessi degli Stati Uniti e non cerca di sfidarli o di sostituirli; allo stesso modo, gli Stati Uniti devono rispettare la Cina e non devono ledere i suoi legittimi diritti e interessi”.

Ma tutto ruota attorno alle preoccupazioni – non solo americane, ma anche degli alleati – sulla situazione a Taiwan e l’aggressività dimostrata da Pechino nell’area dell’Indo-Pacifico. Blinken ha detto che “l’America non sostiene l’indipendenza di Taiwan”, e sia Wang Yi sia Xi hanno detto alla controparte americana che non c’è “nessun compromesso” da fare sull’isola, che la Cina rivendica come proprio territorio anche se il partito comunista cinese non l’ha mai governata.

Mentre i progressi nel dialogo diplomatico tra America e Cina fanno quasi impercettibili passi avanti, il premier cinese Li Qiang ha scelto la Germania come destinazione del suo primo viaggio all’estero da quando è diventato il numero 2 della leadership di Pechino, poi andrà in Francia.

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