Le reazioni europee all'intervista di Macron

David Carretta

Il presidente francese, nel suo discorso al Nexus Institute, non ha detto nulla su Cina o Taiwan. Non una parola per placare le tensioni che ha provocato all’interno dell’Ue la sua quasi equidistanza tra Washington e Pechino

Bruxelles. Non una parola su Cina o Taiwan: Emmanuel Macron oggi aveva un’occasione per rispondere alle polemiche per la sua intervista sugli europei che non devono essere “followers” degli Stati Uniti ed evitare “le crisi che non sono le nostre”. In un discorso al Nexus Institute, il presidente francese ha presentato i cinque pilastri della sua dottrina economica per l’Ue: competitività, politiche industriali, protezione degli interessi, reciprocità nel commercio con i paesi terzi e cooperazione internazionale sulla base dei valori europei. La “sovranità europea” per anni “è stata considerata una fantasia francese”, ma ha preso forma con la pandemia e la guerra in Ucraina, ha detto Macron: “Dobbiamo essere in grado di scegliere i nostri partner e definire da soli il nostro destino”.

  

  

Ma il presidente francese non ha detto nulla per placare le tensioni che ha provocato all’interno dell’Ue la sua quasi equidistanza tra Washington e Pechino. I portavoce della presidente della Commissione Ursula von der Leyen hanno rifiutato di commentare l’intervista, limitandosi a ribadire la linea dura con la Cina espressa prima del viaggio a Pechino con Macron.

 

Il premier polacco, Mateusz Morawiecki, ha annunciato che la sua presidenza di turno dell’Ue (nel 2025) avrà come priorità “l’alleanza con gli Stati Uniti”, che “è il fondamento della nostra sicurezza”. Solo il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, ha preso le difese di Macron, dicendosi contrario a seguire “ciecamente la posizione degli Stati Uniti su tutte le questioni”.

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