I candidati alla presidenza della Repubblica ceca (LaPresse)

Editoriali

La Repubblica ceca vota per il nuovo presidente e una cosa è certa: sarà europeista

Redazione

Oggi si saprà quali due candidati andranno al ballottaggio, ma i sondaggi della vigilia hanno già dato alcune indicazioni: il successore di Miloš Zeman avrà un profilo chiaro.  Le stelle dell’Ue sul Castello di Praga

La Repubblica ceca va al voto per eleggere un nuovo presidente e porre fine alla controversa èra di Miloš Zeman. Nel corso del pomeriggio di oggi si saprà quali due candidati andranno al ballottaggio, ma i sondaggi della vigilia hanno già dato alcune indicazioni chiare: al posto di Zeman, ultraconservatore, filocinese e pro russo, salirà sul Castello di Praga una personalità europeista. Il problema è che i tre candidati che si contendono i due posti per il secondo turno incarnano forme di europeismo molto diverso.

Il primo è l’ex primo ministro, Andrej Babiš, appena assolto in un processo per frode con i fondi europei. Miliardario e proprietario di uno dei più grandi gruppi agricoli dell’Ue, Babiš viene descritto come un pericoloso populista, ma in realtà è una versione ceca del Cav., con idee più liberali. Il suo partito Ano 2011 fa parte della famiglia dei macroniani di Renew. Il secondo candidato è il generale in pensione Petr Pavel, ex comandante dell’esercito e presidente del Comitato militare della Nato. Pavel si considera un conservatore sociale di centrodestra, è atlantista e ritiene che l’occidente avrebbe dovuto reagire con più forza all’invasione russa dell’Ucraina.

Il terzo candidato è l’economista Danuše Nerudová, che a soli 44 anni è la rettrice dell’Università Mendel di Brno. Europeista e pro occidente, ma più in sintonia con i giovani sulla lotta alla corruzione e al cambiamento climatico, se eletta Nerudová diventerebbe la prima donna presidente della Repubblica ceca. Il ruolo di presidente è prevalentemente cerimoniale, anche se conserva alcuni poteri importanti. Secondo i sondaggi, Babiš è favorito al primo turno, ma uscirebbe sconfitto al ballottaggio sia con Pavel sia con Nerudová. L’ex premier si trova nella difficile posizione di dover conquistare il voto antisistema conservando l’elettorato liberale del suo partito Ano 2011. Ma, chiunque vinca, il prossimo presidente ceco non sarà un populista antieuropeo.