Dov'erano gli agenti americani e i biolab nelle acciaierie Azovstal? Neppure la propaganda filorussa li ha trovati

Enrico Cicchetti

Le milizie di Donetsk entrano nei bunker sotto l'impianto di Mariupol e mostrano le immagini di attrezzature, uniformi e armi abbandonati dai soldati ucraini. Non c'è traccia di laboratori segreti e infiltrati occidentali. Vuoi vedere che esistevano solo nei talk show italiani?

Un viaggio nei bunker sotto l'acciaieria di Mariupol, tra attrezzature abbandonate, uniformi, armi e proiettili lasciati dai soldati ucraini che si sono arresi (tra i quali anche il battaglione nazionalista Azov). Queste immagini sono state diffuse (come si legge nel logo in alto a destra) dall'ufficio stampa della repubblica popolare di Donetsk, e quindi servono la propaganda del Cremlino. Eppure non c'è traccia di laboratori segreti nei quali, con l'aiuto di Washington e Nato, gli ucraini costruivano armi biologiche e chimiche, come volevano le teorie cospirazioniste rilanciate anche su giornali e televisioni italiani da esponenti politici e dei media. E dove sono gli agenti occidentali che si sarebbero nascosti nei sotterranei dell'impianto siderurgico per aiutare le truppe della resistenza ucraina? Non pervenuti. Neppure se ormai la gigantesca fabbrica è in mano ai russi, è stata esplorata in favore di telecamere e i militari che la difendevano si sono consegnati agli assedianti. Era insomma solo un'altra fantasiosa tesi della disinformatia russa, poi ripresa da alcuni giornalisti in Italia. 

     

Alcuni esempi? Nel programma Controcorrente andato in onda il 20 aprile su Rete 4, il giorno dopo in una puntata PiazzaPulita su La7 e di Porta a Porta su Rai1 era stata diffusa la "cartina della struttura", un'immagine che avvalorava la tesi della propaganda russa, secondo la quale nell’acciaieria Azovstal ci sarebbero stati laboratori ucraini sotto il controllo di America e Nato. L'immagine, come avevamo scritto, in realtà era tratta da Blackout, un gioco da tavolo ideato nel 2015 e mai realizzato a causa di un crowdfunding andato male.

   

Ospite della puntata di lunedì 9 maggio di Quarta Repubblica, il talk condotto da Nicola Porro in prima serata su Rete4, il giornalista Toni Capuozzo aveva riportato in studio l’ipotesi secondo la quale sotto l'acciaieria ci sarebbero stati uomini delle forze speciali o dei servizi segreti occidentali. "Può essere una bugia messa in giro dalla propaganda russa”, sottolineava Capuozzo, che però aggiungeva, allusivo: “Non essendoci più civili, perché tutti i civili sono riusciti a venir via, che cos'è che trattiene i russi da fare tabula rasa? E che cosa trattano?”. È chiaro, conclude il giornalista, “il fatto che ci siano degli occidentali. Se ci sono degli americani, degli inglesi e si dice perfino degli italiani, da quanto tempo sono lì?”. Dichiarazioni invecchiate male.

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  • Nato nelle terre di Virgilio in un afoso settembre del 1987, cerca refrigerio in quelle di Enea. Al Foglio dal 2016