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Fingersi maschi per poter esistere: il destino delle "bacha posh" in Afghanistan

Capelli corti, vestiti e nome maschili. Fino all'arrivo della pubertà, con la dolorosa rinuncia ai diritti acquisiti. "I talebani chiudono un occhio". Un reportage dell'Ap

In una società patriarcale e dominata dagli uomini come l'Afghanistan, dove le donne sono relegate in casa, esiste un'unica via che permette alle ragazze di accedere ai privilegi del mondo maschile: essere una "bacha posh". Termine locale che indica una bambina che si veste, comporta ed è trattata come un maschio. Solo così possono giocare e lavorare allo stesso modo dei ragazzi, almeno fino a quando raggiungono la pubertà e le differenze fisiche son più difficili da tenere nascoste.

  

In queste foto scattate da Mstyslav Chernov per Associated Press si può osservare Sanam: una bambina afghana che vive come fosse un maschio. Nessuno dei ragazzini che sta giocando a calcio intorno a lei probabilmente è a conoscenza della sua identità. In pubblico infatti i genitori la chiamano con un nome maschile - Omid - le fanno indossare abiti da uomo e le fanno portare un taglio di capelli molto corto. In questo modo Sanam-Omid può aiutare la famiglia, sbrigare piccoli lavoretti ed avere frammenti di relazione sociale con i suoi coetanei.

  

Questa pratica è molto diffusa in Afghanistan e anche i Talebani ne sono a conoscenza. Dal loro ritorno al potere lo scorso agosto, non sono state però rilasciate dichiarazioni pubbliche in merito. Rispetto alla loro precedente esperienza di governo negli anni Novanta, le regole si sono fatte molto più aspre e migliaia di donne non hanno più il diritto di lavorare, andare a scuola o uscire di casa da sole.

   

"Poiché è un fenomeno che nasce all'interno della famiglia e non è uno status permanente, i talebani potrebbero decidere di non intervenire", ha detto Thomas Barfield, professore di antropologia alla Boston University che ha scritto diversi libri sull'Afghanistan.

  

Per molte bacha posh, ritornare nelle vesti naturali di donna, diventa una condanna: molte di loro finiscono per rimpiangere i diritti maschili perduti. "Quando ho rimesso i vestiti da donna, ho pensato di essere in prigione" - ha detto Najieh, ragazza cresciuta come bacha posh. Ora ha 34 anni ed è sposata con 4 bambini: "In Afghanistan gli uomini sono più importanti delle donne. Non hanno alcun tipo di restrizioni, nessun limite. Essere donna invece è diverso, sei obbligata a sposarti da giovane, non puoi lasciare casa e se lo fai devi coprire il viso dallo sguardo degli sconosciuti".

  

"È molto difficile per me - conclude in lacrime Najieh - se fossi stato un uomo avrei potuto insegnare in una scuola, come ho sempre desiderato".

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