Mosca e Minsk strattonano i confini ucraini mentre la Nato si riunisce

La Bielorussia annuncia esercitazioni militari vicino all'Ucraina e dice che la Crimea è Russia. Cosa deve fare l'Alleanza atlantica per evitare che la crisi alle frontiere di Kiev tornino in continuazione
1 DIC 21
Ultimo aggiornamento: 05:00
Immagine di Mosca e Minsk strattonano i confini ucraini mentre la Nato si riunisce
I commentatori russi che non la pensano come il Cremlino e quindi sono meno a conoscenza delle sue intenzioni sono restii a pensare che la volontà della Russia sia davvero quella di entrare sul territorio ucraino. E hanno vari argomenti a loro favore. Il primo e più importante è che la Russia non combatte vere guerre da molto tempo. Infatti è diventata una specialista di guerre ibride, che hanno un obiettivo molto diverso: non vincere, ma infastidire, tormentare. Non cerca il coinvolgimento diretto delle nazioni occidentali, anzi cerca di agire in modo che le nazioni occidentali si sentano autorizzate a non reagire. Con questa politica militare del ricatto, Mosca utilizza l’Ucraina per far pressione, come era successo in primavera quando le truppe che premevano lungo i confini di Kiev fecero un passo indietro dopo che il presidente russo Vladimir Putin e l’americano Joe Biden annunciarono il loro incontro a Ginevra.
Quando Putin vuole qualcosa si attacca all’Ucraina, preme, si fa minaccioso, costringe la Nato a lunghe riunioni che portano a pochi risultati. Ora anche Lukashenka ha scoperto la stessa tattica e nel momento in cui l’attenzione internazionale è ormai lontana dal confine tra la Bielorussia e l’Unione europea, dove i migranti sono ancora al freddo nella terra di nessuno tra i due blocchi, il dittatore bielorusso si è spostato lungo l’altro confine e durante un’intervista alla tv bielorussa ha detto che la Crimea è russa e che lui non ha mai pensato il contrario: dal 2014 ha sempre detto il contrario. Ha imparato che l’Ucraina è il posto in cui bisogna essere presenti, quello in cui bisogna fare paura, quello che bisogna strattonarsi per infastidire l’ovest e corteggiare la Russia. Non è una situazione nuova e ora che tutti sono concentrati sulle domande che concernono il futuro dell’Ucraina – tutti tranne il presidente ucraino Volodymyr Zelensky che invece è più preoccupato dal suo di futuro, si tiene stretti i fedelissimi dentro alle sue istituzioni e allontana gli altri: ha paura di un golpe e lunedì ha licenziato il capo del controspionaggio ucraino – bisogna anche cercare il modo di prevenire che Kiev si trovi sempre al centro di queste tensioni.
Yulia Latynina è una giornalista russa che si occupa da tempo del conflitto in Ucraina e in un articolo sulla Novaya Gazeta ha spiegato cosa dovrebbero fare Unione europea, Stati Uniti e Nato per fare in modo che la crisi non si ripresenti ciclicamente. Il primo consiglio è quello di aprire un dialogo costante con la Russia, ma questo è il tentativo che i paesi occidentali hanno fatto più volte e prima o poi il canale si è interrotto. Il secondo consiglio riguarda la serietà degli avvertimenti: bisogna chiarire che, in caso di guerra, i paesi occidentali sono pronti a intervenire e forniranno a Kiev tutto l’aiuto necessario per impedire la vittoria del Cremlino. La timidezza della Nato e delle nazioni occidentali permette che l’Ucraina sia vista come un terreno di scontro; dimostrare una volta per tutte che la Nato ha a cuore l’Ucraina: potrebbe essere il più grande deterrente alle minacce della Russia e ora anche della Bielorussia.