La Germania ferma l'avvio del Nord Stream 2 e i mercati festeggiano

Maria Carla Sicilia

L'agenzia federale tedesca per le reti ha sospeso il via libera al gasdotto, ormai pronto a entrare in funzione. Sarà tutto sbloccato quando la controllata di Gazprom si metterà in regola con le richieste europee di gestione della rete. L'effetto, alla vigilia dell'inverno, è un rialzo dei prezzi 

Dopo tutti gli stop and go degli ultimi anni, la messa in funzione del Nord Stream 2 tarderà ancora rispetto alle previsioni. L'agenzia federale tedesca per le reti, la Bundesnetzagentur, ha rilevato un problema di natura tecnica riguardo alla forma giuridica dell'operatore che gestisce il tratto tedesco del gasdotto e ha sospeso la procedura di certificazione. La reazione dei mercati non si è fatta attendere: il prezzo di riferimento per l'Europa, fissato dal contratto dell'hub olandese TTF, è balzato dell'11 per cento e va verso i 90 euro/MWh, il massimo nelle ultime tre settimane. Un rialzo che si somma a quelli già registrati negli ultimi mesi e che potrebbe diventare un problema sui contratti di dicembre, quando anche l'Europa avrà più bisogno di gas per riscaldarsi. 

 

La certificazione di Nord Stream 2 è uno degli ultimi passaggi prima della sua messa in servizio e resterà sospesa fino a quando la filiale che è stata costituita per gestire la parte del gasdotto che attraversa la Germania non completerà il trasferimento dei principali beni e delle risorse umane dalla società titolare del progetto, la controllata di Gazprom, Nord Stream 2 AG. Solo così sarà possibile soddisfare le condizioni necessarie al riconoscimento di "operatore di trasmissione indipendente", come richiede la Bundesnetzagentur. Questo perché, secondo le direttive europee, la gestione della rete e la distribuzione del gas devono essere due attività separate. Una volta verificato questo passaggio, l'agenzia federale tedesca potrà sbloccare la certificazione del gasdotto che collega la Germania alla Russia attraverso il mar Baltico, il cui termine scade a gennaio. Ma prima di poter trasportare il gas russo il dossier dovrà tornare a Bruxelles, dove anche la Commissione europea effettuerà i suoi controlli. Secondo il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung, questo passaggio potrebbe richiedere fino a quattro mesi. Dopodiché, l'agenzia federale di rete avrebbe di nuovo due mesi per un'eventuale certificazione finale.

 

Il gasdotto garantirà un aumento rilevante delle forniture verso l'Europa, perché potrà trasportare fino a 55 miliardi di metri cubi di gas ogni anno. Le aspettative dei mercati sono alte, perché un nuovo flusso in ingresso potrebbe raffreddare lo stress prodotto dai diversi fattori che hanno spinto i prezzi al rialzo negli ultimi mesi, dalle scorte al di sotto della norma all'elevata domanda asiatica, fino alla minori forniture russe, che in molti pensano resteranno tali finché non sarà sbloccato proprio il Nord Stream 2.

 

Dalla presentazione del progetto a oggi, la realizzazione del gasdotto è stata più volte messa in discussione per motivi di equilibri politici tra Russia e Unione europea, con gli Stati Uniti sullo sfondo. Una delle maggiori criticità riguarda l'impatto sui flussi di gas che oggi transitano attraverso l'Ucraina e che potrebbero essere deviati una volta che il gasdotto entrerà in funzione. Oggi Kiev dipende molto dal gas russo, sia dal punto di vista energetico che economico, e il rischio è di restare a secco quando la nuova rotta sarà inaugurata, perdendo di rilevanza strategica e diventando un bersaglio più esposto agli attacchi di Mosca.

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  • Maria Carla Sicilia
  • Nata a Cosenza nel 1988, vive a Roma da più di dieci anni. Ogni anno pensa che andrà via dalla città delle buche e del Colosseo, ma finora ha sempre trovato buoni motivi per restare. Uno di questi è il Foglio, dove ha iniziato a lavorare nel 2017. Praticante da luglio 2020.