La California è di Newsom, ma la sinistra non cura la sua frattura

Niente riscossa repubblicana, cadono anche le accuse più radicali dei dem: quasi i due terzi dei voti va al "governatore tiranno", che aveva tenuto chiuso il proprio stato contro il Covid più di chiunque altro
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15 SEP 21
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AP Photo/Rich Pedroncelli

Non solo il governatore della California Gavin Newsom non è stato “sfiduciato” dagli elettori, ma secondo i dati preliminari ha vinto l’elezione di recall con un margine più ampio di quando era stato votato nel 2018: circa il 63 per cento di no alla sua rimozione. Certo, per chi aveva promosso un recall “apolitico” ma nascondeva nelle vignette le cose orribili fatte da Newsom alla California tra cui aver imposto un’alta tassazione sul reddito, aver fornito la sanità per “gli immigrati clandestini” e aver posto dei “limiti al possesso di armi” è una sconfitta senza appello. I promotori della petizione, tre bianchi residenti nell’iconica Orange County, avevano sopravvalutato le proprie forze, credendo di essere gli iniziatori di una riscossa repubblicana come quella di Arnold Schwarzenegger nel 2003 o di Ronald Reagan nel 1966. Ma se è vero che nel Dopoguerra la California era un bastione repubblicano, con un partito dotato di una grande macchina organizzativa e che disponeva dei migliori consulenti per la comunicazione, oggi vale il contrario: le affiliazioni dei democratici ai registri elettorali statali sono il doppio di quelle dei repubblicani. L’unico modo per battere i dem era quello di spaccare il partito a metà tra progressisti e membri dell’establishment. Non che questi ultimi non siano progressisti, ma non lo sono mai abbastanza per chi vorrebbe magicamente risolvere problemi endemici come lo sfruttamento dei braccianti agricoli, ai quali una recente sentenza della Corte Suprema ha proibito di organizzarsi sindacalmente nelle proprietà presso cui lavorano, o il cambiamento climatico.
Lo stato conta ancora molto sul trasporto privato e la sinistra dem ha spesso accusato il governatore di essere vicino agli interessi petroliferi, nonostante abbia proclamato di voler concludere le estrazioni nel territorio statale entro il 2045. Troppo tempo, per chi crede nella Rivoluzione istantanea. I proponenti del recall non sono riusciti a conquistare questi voti per una ragione molto semplice: anche in California il Partito repubblicano si è spostato massicciamente a destra. Pazienza se questo mina alla radice la speranza di tornare a farsi eleggere in qualche carica statale, la militanza è simile a quella degli stati più conservatori, anche perché le contee dove Newsom è stato invece respinto sono quelle rurali vicino alla Sierra Nevada e alla Central Valley. Grazie anche alla dabbenaggine di alcuni militanti di sinistra, che lo hanno attaccato mascherati da gorilla, il candidato conservatore Larry Elder è diventato il leader informale del Partito. Nonostante le premesse della vigilia, dove Elder invitava a denunciare eventuali brogli, ricalcando il modello trumpiano, l’ammissione della sconfitta è arrivata durante la notte elettorale.
Non abbastanza per dimenticare anni di commenti provocatori alla radio, tra cui alcuni indigesti alla comunità afroamericana come quello secondo cui “il welfare state avrebbe fatto più danni della schiavitù”. Infine, questo ha dato al governatore uscente il motivo per convincere i progressisti, dicendo loro che con questo voto i repubblicani avrebbero tentato una presa del potere che avrebbe sfruttato l’apatia dei militanti per eleggere un reazionario che avrebbe smantellato le riforme progressiste. Anche se i poteri esecutivi rimangono ampi, un governatore repubblicano avrebbe potuto fare poco contro un’Assemblea e un Senato statale dotati di una maggioranza qualificata di opposizione in grado di superare il potere di veto. Ma tanto è bastato.
Non è successo come nel 2018, quando l’ottuagenaria senatrice uscente Dianne Feinstein è stata sfidata dal progressista Kevin DeLeon ed è stata salvata, in segreto, dall’elettorato repubblicano moderato, che in questo caso invece non avrebbe aiutato “Gavin Mussolini”, il tiranno che ha tenuto chiuso il proprio stato contro il Covid più di qualsiasi altro governatore. Questo debole collante ha tenuto. Anche perché negli ultimi giorni si è fatta sentire la voce di Trump che ha affermato che le elezioni sarebbero state “pesantemente truccate”. Così anche i dem meno motivati sono corsi alle urne, mentre qualche repubblicano non è andato a votare e uno stratega del Gop ha detto: “Questa è una scusa patetica per non aver saputo costruire una campagna migliore e aver preso meno voti, è cattiva politica”. Ma chissà se tutto questo basterà a Newsom anche il prossimo anno.