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Il dolore del Papa per Santa Sofia rischia di riaccendere lo scontro con Erdogan

Il presidente turco nel 2015 definì Francesco "uomo che distorce la storia". Bergoglio aveva parlato del genocidio armeno. Ora, all'Angelus, critica la trasformazione dell'antica basilica in museo

12 Luglio 2020 alle 15:00

Santa Sofia

Santa Sofia da basilica a Moschea

“Penso a Istanbul, penso a Santa Sofia. E sono addolorato”, dice il Papa al termine dell’Angelus domenicale, facendo calare sulla piazza un silenzio che ha reso ancora più solenne il biasimo di Francesco per l’ultima mossa di Recep Tayyip Erdogan, che ha ottenuto dal Consiglio di stato turco che l’antica basilica cristiana (poi trasformata in moschea e quindi in museo da Atatürk) torni al culto islamico. Poche parole ma potenzialmente cariche di conseguenze. L’ultima volta che il Papa parlò di Turchia, e nello specifico di scelte politiche del governo erdoganiano, si scatenò l’inferno. Era il 2015, Francesco in San Pietro accennò al genocidio armeno e Ankara convocò immediatamente il nunzio, richiamando al contempo il proprio ambasciatore accreditato presso la Santa Sede.

 

Il presidente turco, aizzando le folle, definì il Papa “un uomo che distorce la storia”. Il ministero degli Esteri parlò di posizione “discutibile sotto tutti i punti di vista” e “basata sul pregiudizio”. L’ambiguo Mehmet Görmez, capo del dipartimento per gli Affari religiosi, sottolineava che per il Vaticano sarebbe stato preferibile non avvitarsi in considerazioni circa la responsabilità di uno stato per le sofferenze provocate ad altri, perché “ne sarebbe uscito come il grande sconfitto”. Di più: “Trovo le parole del Papa immorali e non riesco proprio a farle stare insieme con i principali valori del cristianesimo”, aggiungeva Görmez. L’incidente si era poi ricomposto, anche se l’udienza concessa da Francesco a Erdogan, nel febbraio del 2018, non era andata come il avevano previsto e sperato ad Ankara: il presidente cercava l’appoggio papale alle sue manovre nel vicino oriente, soprattutto su Gerusalemme “città di tutti”.

 

Il comunicato diffuso al termine della lunga udienza, però, menzionava accanto alla questione della Gerusalemme contesa anche altri problemi assai cari a Bergoglio: dai migranti ammassati in territorio turco alla libertà religiosa molto limitata in Turchia. E’ forse anche a questo che pensava il Papa mentre si diceva addolorato per il destino di Santa Sofia: le immagini della folla che venerdì inneggiava ad Allah all’esterno di quello che è ancora un museo ha fatto capire che la decisione del Consiglio di stato andrà a rinsaldare le file del nazionalismo islamico, con tutto ciò che questo comporterà. Questioni ben più rilevanti della copertura dei mosaici della ex basilica con moderni sistemi di tendaggio, come si sono affrettati ad assicurare funzionari del governo di Ankara.
 

Matteo Matzuzzi

Matteo Matzuzzi

E' nato a Udine nel 1986. Si è laureato per convinzione in diplomazia e per combinazione si è trovato a fare il giornalista. Ha sperimentato la follia di fare l'arbitro di calcio, prendendosi pioggia e insulti a ogni weekend. Milanista critico e ormai poco sentimentale, ama leggere Roth (Joseph, non Philip) e McCarthy (Cormac). Ha la comune passione per le serie tv americane che valuta con riconosciuto spirito polemico. Al Foglio si occupa di libri, chiesa, religioni.

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Commenti all'articolo

  • Carletto48

    13 Luglio 2020 - 20:13

    Cordoglio di Papa Francesco per Santa Sofia che diventa di nuovo moschea islamica. È naturale, sono diversi anni che in ambito vaticano si dice che il nostro Dio è lo stesso dei maomettani e adesso Erdogan lo prende in parola e si comporta conseguentemente.

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  • gheron

    13 Luglio 2020 - 19:29

    Dio è personale. E' il signore assoluto del tuo cuore. Qualunque sia il nome che tu gli dai, nella tua lingua, è unico. Lui e tu. Questo è il dio in cui credo. Negli altri, no e ancor meno mi piacciono. Sono icone che la cattiveria e la stupidità umana, in ogni tempo e in ogni luogo, ha appiccicato a bandiere, l'una contro l'altra, in guerre, devastazioni, torture, roghi, decapitazioni. Da millenni, ancora oggi e sempre.. Il dio, gli dei pubblici, quelli che dicono abbiano forgiato i vari imperi, le varie civiltà, hanno giovato molto poco all'uomo e immensamente più ai dominanti, alla conquista e alla conservazione del loro potere e dei loro privilegi.

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  • Giovanni Attinà

    13 Luglio 2020 - 11:29

    Almeno Papa Francesco ha fatto sentire la sua voce di dissenso sulle decisioni del sultano Erdogan per Santa Sofia, unendosi al mondo religioso ortodosso. Come al solito la pavida Ue e la stessa Nato si sono distinti per il loro quasi silenzio su una vicenda che offende la storia ed evidenzia il regime antidemocratico di una nazione che rinnega le regole della democrazia. Naturalmente , poiché siamo senza memoria, c'è da ricordare che Erdogan , nella sua apparizione politica, è stato cullato dal cosiddetto Occidente.

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  • Mario 1

    13 Luglio 2020 - 10:30

    Bergoglio ogni tanto si ricorda di essere un papa dei Cristiani cattolici.

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