Nel momento del bisogno la Gran Bretagna riscopre la Big Society

Gregorio Sorgi

“La risposta degli inglesi al Covid-19 è stata eccezionale”, ci dice un esperto. Il futuro complicato dell’austerity

Londra. La Gran Bretagna ha riscoperto la Big Society nel momento del bisogno. La crisi del coronavirus ha fatto tornare di moda il progetto promesso e mai realizzato da David Cameron per rinvigorire la società civile e investire sull’associazionismo. Negli ultimi giorni la Gran Bretagna si è affidata alla solidarietà sociale per sviluppare una resistenza collettiva alla pandemia e aiutare i più deboli. “La risposta popolare al coronavirus è stata eccezionale”, spiega Will Tanner, direttore del think tank conservatore Onward ed ex consigliere di Theresa May: “Le comunità e i gruppi locali si sono impegnati ad aiutare chi era in autoisolamento. E’ stato uno dei pochi effetti positivi di una situazione tragica”. Decine di migliaia di volontari si sono offerti di portare la spesa a casa degli ultra settantenni, a cui è stato consigliato dal governo di restare in autoisolamento. Alcune catene di supermercati hanno deciso di aprire un’ora prima per consentire agli anziani di acquistare il cibo mantenendo la distanza di sicurezza.

 

Gli ultimi governi sia laburisti sia conservatori si sono impegnati a creare una società più inclusiva, anche per differenziarsi dal liberalismo sfrenato dell’epoca Thatcher (“la società non esiste”). “L’idea di rinvigorire i legami sociali è stata una costante degli ultimi decenni in Gran Bretagna – spiega Tanner – Ogni primo ministro gli ha dato un nome diverso. Blair si riferiva alla stakeholder economy, mentre Cameron ha coniato il termine Big Society. Entrambi i progetti non sono mai decollati”. Ci è voluta una pandemia per consolidare i legami sociali? “E’ proprio così, per quanto possa sembrare una reazione paradossale. Stiamo espandendo i nostri rapporti sociali proprio adesso che il governo ci ha consigliato di non uscire di casa. Tuttavia, credo che la spiegazione sia molto intuitiva: nel momento del bisogno le persone diventano meno egocentriche, e riconoscono di fare parte di una comunità. Per la prima volta ho creato un gruppo Whatsapp con i miei vicini di casa, molti dei quali non avevo mai conosciuto di persona”.

 

Anche la Gran Bretagna sta celebrando gli eroi della crisi sanitaria: i medici e gli infermieri. Tanner crede sia opportuno riformare il processo di nomina dei Lord per includere “le persone comuni che si sacrificano per il bene della società”. L’ex consigliere della May aveva già avanzato questa proposta nel manifesto elettorale del 2017. “E’ una battaglia che combatto da molto tempo. Penso che la nomina del Lord debba premiare le virtù dei cittadini comuni come gli infermieri o gli assistenti sociali, anziché celebrare la fama, l’attività politica e l’auto promozione. Spero che questa proposta verrà realizzata sull’onda della reazione al coronavirus. Finalmente stiamo dando il giusto riconoscimento a chi svolge dei lavori massacranti per proteggere i più deboli”.

 

Il governo non ha introdotto misure restrittive ad hoc a Londra, la città con il maggior numero di casi, ma il premier Boris Johnson ha anche promesso di riconvertire molte aziende per aumentare la produzione di ventilatori, e offerto prestiti dal valore di 330 miliardi per le imprese in difficoltà. Alcuni commentatori hanno visto la risposta al coronavirus come un cambio di paradigma dei conservatori, che hanno archiviato l’epoca dell’austerity. Il Telegraph ha sostenuto che le misure di Johnson comporteranno uno spostamento a sinistra della politica inglese nei prossimi anni. “Non sono d’accordo con questa interpretazione – spiega Tanner – Il premier ha reagito in modo pragmatico a una circostanza eccezionale. Il governo intende agire come prestatore di ultima istanza per dare fiducia a molte imprese che affrontano una crisi senza precedenti. Dopo aver rassicurato le aziende, il premier dovrebbe fornire una rete di protezione anche alle associazioni no profit che svolgono un lavoro prezioso in questo momento. Tuttavia, queste misure straordinarie nascono dall’emergenza, e non sono un’indicazione di come il governo intenderà comportarsi in futuro”.

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