cerca

E ora parlateci di Hanau

Chi non condanna l’estremismo di destra è un pericolo per la nostra sicurezza

21 Febbraio 2020 alle 06:00

E ora parlateci di Hanau

Uno dei proiettili sparati dall'attentatore di Hanau (foto LaPresse)

Olaf Scholz è il vicecancelliere della Germania, è un socialdemocratico, è un politico tosto e per commentare la strage di Hanau – la città a pochi chilometri da Francoforte dove mercoledì notte un uomo con simpatie neonaziste è entrato armato in tre bar frequentati dalla comunità turca uccidendo nove persone, dopo aver teorizzato in un manifesto pubblicato sulla rete che “alcuni popoli che non si riescono a espellere dalla Germania vanno sterminati” – ha utilizzato un’espressione che meriterebbe di essere...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Claudio Cerasa

Claudio Cerasa

Nasce a Palermo nel 1982, vive a Roma da parecchio tempo, lavora al Foglio dal 2005 e da gennaio 2015 è direttore. Ha scritto qualche libro (“Le catene della sinistra”, con Rizzoli, “Io non posso tacere”, con Einaudi, “Tra l’asino e il cane. Conversazione sull’Italia”, con Rizzoli, “La Presa di Roma”, con Rizzoli, e "Ho visto l'uomo nero", con Castelvecchi), è su Twitter. E’ interista, ma soprattutto palermitano. Va pazzo per i Green Day, gli Strokes, i Killers, i tortini al cioccolato e le ostriche ghiacciate. Due figli.

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • eleonid

    22 Febbraio 2020 - 06:39

    La fortuna che abbiamo in questa epoca dal dopoguerra ad oggi , più o meno in avanti di età, è che possiamo esprimere ancora liberamente le proprie idee. Il direttore Cerasa ha le sue ,non credo partigiane, e cerca di esporle si suoi elettori con convinzione e serenità. Qui non si tratta tanto di addossare a Salvini la responsabilità della strage di Hanau, ma di riflettere se portare avanti una politica di odio e di discriminazione opera per una convivenza civile e di pace. Se ci giochiamo questo aspetto del nostro vivere comodamente e di discettare su di chi ha ragione e la vede più a lungo, credo che finiamo tutto giù per terra . E non credo neanche che valga citare illustri personaggi del passato per cercare la stella polare del nostro futuro che mi auguro ancora in grado di mantenerci in pace anche a rischio di essere un po' più poveri.

    Report

    Rispondi

  • kriszt49

    21 Febbraio 2020 - 16:48

    Condivido in pieno ogni parola di quest'articolo e la lotta contro tutte le destre estreme e il loro populismo e xenofobia che stanno seriamente mettendo in pericolo in tutta l'Europa una convivenza civile con gli immigrati. Grazie Direttore Cerasa! kriszt49

    Report

    Rispondi

  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    21 Febbraio 2020 - 15:48

    Il risorgente fascismo è di sinistra (rosso)+ di destra (nero)+ islamista (verde), un cocktail intollerante e illiberale anti-Americano fatto di 1-terzo, 1-terzo e 1-terzo. Che tutti si bevono. Ha i colori di una bandiera. È istituzionale prima ancora di essere sociale. Per colpa dell'Elefante il Foglio ha perso l'occasione di creare consenso per un rinnovato allineamento coll'America post-Obama. E ha mancato nell'analisi dei danni provocati dal fallimento del progetto Europeo: per aver sostituito a un mercato libero, tra popoli e territoti liberi, sovrani, amici e alleati, un lento gulliver burocratico sovranazionale e accentratore, che ha eroso le responsabilità naturali dei popoli, nel tentativo innaturale di omologarli. Ha pregiudicato e ridotto la responsabilità dei cittadini di tenere sotto controllo i propri governi, per la cura dei propri legittimi interessi nazionali. Senza sovranità non c'è democrazia né libertà. Quindi alla fine nemmeno la pace.

    Report

    Rispondi

    • AlessandroT

      21 Febbraio 2020 - 22:03

      Eh già per avere pace e prosperità bisogna proprio avere un pò di nazionalismo, altro che collaborazione tra popoli e paesi! Grandissimo esempio di logica da 1984 orwelliano. Complimenti!

      Report

      Rispondi

    • gheron

      21 Febbraio 2020 - 18:49

      Lucida analisi, signora, e occhi fermi negli occhi dell'emerito e compagni. Grazie, da parte mia. Ma, i nostri, a parer mio, così operano per cura e difesa dei propri legittimi ( ad personam ) interessi. E sono proprio bravi, anche.

      Report

      Rispondi

    • branzanti

      21 Febbraio 2020 - 17:38

      Mi perdoni gentilissima, ma gli Usa sono parte integrante, fondamentale di quello che Lei definisce "il risorgente fascismo". Metodi e motivazioni dell'omicida di Hanau sono totalmente copiati dall'alt right a stelle e strisce, colonna portante ed ispiratrice ideale del governo Usa, dichiaratamente (anche per voto congressuale) tirannico. Se vogliamo combattere il rinascente fascismo, dobbiamo combattere anche loro.

      Report

      Rispondi

      • tamaramerisi@gmail.com

        tamaramerisi

        21 Febbraio 2020 - 20:36

        Il problema che ha l'America, che Trump sta arginando, è l'import dall'Europa di un'ideologia catto-comunista antisemita (anti-Israeliana) e antiamericana che ha infettato i Democratici. Trump non è Salvini. Il Senato americano non e un covo di gangsters. E il problema di Israele che l'Elefante fa finta di ignorare, è al centro del tavolo, tra chi lo vuole distruggere e chi lo vuole salvare. Se le pare poco, a distanza di pochi decenni dalla Shoah, e da pochi anni dall'attacco alle Torri Gemelle, non so cosa dirle.

        Report

        Rispondi

        • branzanti

          21 Febbraio 2020 - 22:45

          Mi spiace gentilissima ma il problema che hanno gli Usa è il nazismo dell'attuale amministrazione che, con il voto in senato ha ottenuto la certificazione della natura tirannica del paese. Trump non è Salvini, è un autentico gangster suprematista e malvagio, il peggiore dell'intera storia umana. Per chi crede nella democrazia, nella libertà, nel rispetto dell'individuo gli Usa, oggi, sono il più terribile nemico. La rottura di ogni relazione (di qualsiasi natura) con loro e con la loro maligna popolazione non è più un'opzione, ma una necessità assoluta per la nostra sopravvivenza.

          Report

          Rispondi

  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    21 Febbraio 2020 - 15:39

    Al direttore – Purtroppo il baco culturale viene da lontano. Da quando la propaganda dell’area di sinistra è riuscita ad imporre e a diffondere nella pubblica opinione con l’impegno degli intellettuali, maxime da noi, l’equazione populista “destra = nazifascismo” In altre realtà politiche europee, la destra liberale ha trovato uno spazio culturale e operativo, anche di ruolo importante di governo. Chez nous, jamais. È da noi che il lemma “destra” ha sempre suscitato reazioni xenofobe e culturalmente razziste. S’è cercato un accostamento tra destra liberale, i “moderati” e “maggioranza silenziosa”, accostamento tenacemente respinto dalla prevalenza dell’equazione. Lo so, parlare genericamente di “cattocomunismo” è una semplificazione di comodo. Non maggiore però dell’equazione e della vulgata della “Repubblica nata dalla Resistenza”. Ah, beata ignoranza.

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi