cerca

Tutto parla di sesso, ma poi vince il melodramma mesto dell’ipocrisia

Che tristezza il candidato Griveaux che alla fine, nella Parigi di Voltaire, prendendo la via di fuga per una pippa tanto contemporanea, conclude con un semplice e banalissimo: ho famiglia
 

16 Febbraio 2020 alle 06:00

Tutto parla di sesso, ma poi vince il melodramma mesto dell’ipocrisia

Benjamin Griveaux (LaPresse)

Ammetterete che è un po’ strano. Tutto parla di sesso, da Sanremo alle serie ai programmi tv alla pubblicità di esclusivo o di largo consumo, dalle vetrine più scalcagnate di grandi città, medie città e borghi rurali alle mostre londinesi sul maschio fluid e alle gallerie sotterranee delle metropolitane, parla di sesso il rock, parla di sesso e fa vedere il sesso il cinema, la letteratura per il sesso si emoziona e sbava molto spesso, così la pittura, il sesso...

Accedi per continuare a leggere

Se hai un abbonamento, ACCEDI.

Altrimenti, scopri l'abbonamento su misura per te tra le nostre soluzioni.

Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

Leggi il curriculum dell'Elefantino scritto dall'Elefantino

Più Visti

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Commenti all'articolo

  • Cacciapuoti

    18 Febbraio 2020 - 05:11

    Toh! chi l'avrebbe detto!

    Report

    Rispondi

  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    17 Febbraio 2020 - 15:36

    E’ vero: viviamo in un mondo dove “tutto parla di sesso”. Al punto che anche di fronte ai più vari ma conseguenti comportamenti (fosse pure solo “imbarazzanti”, si sarebbe potuto ancora dire appena qualche anno fa) lo stigma di riprovevolezza del mainstream colpisce non certo la orgogliosa rivendicazione di legittimazione sociale di qualsiavoglia modalità di perseguimento del piacere sessuale; al contrario, irride anche solo il più timido rilievo alla “moralità” che si osasse, nel caso, ritenere violata. Bene scrive dunque il direttore: “non sarebbe stato più decente ironico e beffardo dichiarare: ma che volete, amo tanto la morale che ne pratico due”? Ma il diavolo che fa le pentole, notoriamente, non fa i coperchi. Ed il coperchio in questione è la “dignità della persona” che (ancora) rende l’uomo “capace di vergogna”: più della morale (o della doppia morale) potè la vergogna. Che è la morale (naturale) che, scacciata dalla porta, ritorna dalla finestra (e meno male).

    Report

    Rispondi

  • kriszt49

    17 Febbraio 2020 - 14:41

    E' vero, tutto parla di sesso, a chiacchiere però. Se sgarri, diventa fattaccio, scandalo sessuale e non c'è perdono! La famiglia devastata, l'opinione pubblica spietata. Non solo Griveaux. Ce lo ricordiamo Anthony Weiner, deputato democratico americano, anni fa, in corsa alla poltrona di sindaco di New York? I suoi giochetti a luci rosse on line caro gli sono costati. Divorzio dalla moglie (allora braccio destro della Clinton) con un bambino appena nato, cacciato dal Congresso, spezzata la corsa a sindaco, beccato una condanna perchè coinvolta nelle chat anche l'immancabile figura di qualche minorenne. Insomma il sesso, talvolta porta male, molto male. kriszt49

    Report

    Rispondi

  • Giovanni

    17 Febbraio 2020 - 08:42

    E pensare che i nostri politici da mattina a sera non fanno altro che farsi metaforiche pippe.... e non si dimettono mai. Vairus

    Report

    Rispondi

Mostra più commenti

Servizi