La Tav di Johnson spacca i Tory (ma lui li rabbonisce con gli autobus)

Gregorio Sorgi

L’opposizione al progetto ha messo insieme attivisti ambientalisti e deputati conservatori che temono le conseguenze della linea ferroviaria nel proprio collegio elettorale

Londra. Il Partito conservatore inglese si è diviso sulla linea ferroviaria ad alta velocità High Speed 2 (HS2), che è stata ribattezzata la “nuova Brexit”. Ieri il governo britannico ha dato il via libera al progetto di cui si parla da anni e che è già costato miliardi di sterline ai contribuenti. L’obiettivo è costruire un collegamento ad alta velocità tra Londra e le grandi città del nord: Leeds, Birmingham e Manchester. La nuova linea ferroviaria consentirebbe di dimezzare la durata del viaggio da Londra a Manchester, attualmente oltre due ore, e di alleggerire i flussi di traffico sulle altre linee. Questo progetto ha un valore simbolico per Boris Johnson, che da quando è sindaco di Londra ha sempre prediletto le grandi opere. Dopo avere completato la Brexit, il premier punta sul potenziamento delle infrastrutture per rilanciare la crescita nel nord dell’Inghilterra.

  

Tuttavia, l’HS2 è stato accolto con grande scetticismo tra i conservatori a causa dei costi elevati (88 miliardi di sterline) e dei lunghi tempi di attesa. L’opposizione al progetto ha messo insieme gli attivisti ambientalisti e i deputati Tory, molti dei quali temono le conseguenze della linea ferroviaria nel proprio collegio elettorale. I detrattori del progetto hanno sostanzialmente due obiezioni. I gruppi ambientalisti come Green Peace e Friends of the Earth sostengono che la nuova ferrovia danneggerà l’ambiente con l’abbattimento di oltre 53 ettari di bosco. Per i fautori dell’HS2 questo è un prezzo da pagare per un progetto ambizioso che punta a costruire 470 miglia di ferrovia. Un’opera molto più modesta come il Lower Thames Crossing, una nuova rete autostradale di 14 miglia a sud di Londra, comporta l’abbattimento di 54 ettari. Anche un partito ultraambientalista come il Labour è favorevole all’HS2 e Jeremy Corbyn in campagna elettorale aveva addirittura proposto di espandere la rete ferroviaria in Scozia.

   

L’ostacolo maggiore per Johnson arriva da alcuni parlamentari conservatori che temono l’effetto dell’HS2 sul proprio collegio elettorale. Molti dei Tory eletti nelle roccaforti laburiste lo scorso dicembre non vedono i benefici del progetto, e non sono gli unici nel partito a essere scettici. Oltre la metà degli iscritti ai Tory, molti dei quali vivono lontani dalle grandi città, sono contrari all’HS2. Incluso Dominic Cummings, il consigliere più vicino a Boris Johnson, che ad agosto aveva etichettato la rete ferroviaria come un “disastro”, sintetizzando uno stato d’animo diffuso nel partito. Ventuno conservatori avevano formato una corrente, l’HS2 Review Group, per convincere il premier a fermare il progetto. Ieri il deputato Tory Andrew Bridgen, in carica dal 2010, ha paragonato la grande opera a “un albatros attorno al collo del governo” e si è lamentato “degli effetti svantaggiosi per i miei elettori”. Bridgen rappresenta un collegio nella contea del Leicestershire composto da piccoli centri abitati che saranno attraversati dalla nuova ferrovia. Ma il premier tira dritto, ha detto nel suo discorso che i benefici del progetto eccedono i costi e che il governo “deve avere le palle e la lungimiranza di andare avanti malgrado le critiche”.

  

Molti detrattori obiettano che il governo dovrebbe concentrarsi sul trasporto locale anziché spendere 88 miliardi di sterline per collegare le grandi città. Johnson da tempo sostiene che le due priorità non si escludono a vicenda, e ieri ha presentato un piano nazionale per migliorare i trasporti locali. Il premier cerca di placare i timori dei suoi deputati e consolidare il sostegno dei suoi nuovi elettori nei piccoli centri abitati. Il governo spenderà cinque miliardi nei prossimi cinque anni per costruire 4 mila nuovi autobus, che a differenza dell’HS2 porteranno dei benefici prima della prossima scadenza elettorale.

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