Il discorso in tribunale del giovane youtuber russo accusato di estremismo

Micol Flammini

I valori cristiani che il Cremlino non rispetta e le domande di un ragazzo per smuovere la Russia

Roma. Davanti ai giudici, con una condanna di quattro anni per istigazione all’odio politico richiesta dai pubblici ministeri, Egor Zhukov, arrestato durante le proteste contro il Cremlino di quest’estate, cercava di incarnare la Russia intera, la Russia che sarà, che vorrebbe cercare di essere. Lui ha 21 anni, è uno youtuber, razza odiatissima dal Cremlino, è uno studente di Scienze politiche e ieri, inaspettatamente, è stato liberato e la condanna è stata sospesa per tre anni. Sarà stata l’intensa mobilitazione in suo favore, il quotidiano Novaya Gazeta ha anche detto di volerlo come editorialista, o forse sarà stato il suo discorso rivolto il 4 dicembre davanti all’aula piena di adulti.

  

Egor Zhukov nel criticare il putinismo è partito dalla sua essenza, è partito dallo stretto rapporto della Russia con l’etica cristiana e ha cercato di dimostrare quanto lontana fosse la sua nazione da quei valori, soprattutto da responsabilità e amore. “Alla base del cristianesimo c’è la storia di un individuo che ha deciso di prendere il peso della sofferenza del mondo intero sulle sue spalle. E’ la storia di una persona che si è assunta la responsabilità, nel senso più alto del termine. L’idea centrale dell’intera religione cristiana è la responsabilità”. E tutto ciò che invece fa lo stato russo è alimentare l’esistenza di schiere di cittadini non responsabili, di una società che cresce nel culto dell’immobilità e dell’autocrazia. E’ il sistema di valori, quelli che Putin dice di proteggere, che Egor vuole dimostrare che è stato soffocato da tempo. Sono i valori, dice lo studente, a essere stati dimenticati e traditi. “Oggi il governo si presenta come l’ultimo difensore dei valori tradizionali. Come ci è stato detto, dedica gran parte della sua attenzione alla famiglia, al patriottismo. Al valore tradizionale chiamato fede cristiana. Vostro onore, io credo che questa sia una buona cosa”. Se soltanto fosse così, se invece ogni azione dello stato russo non rappresentasse, dice Zhukov, la negazione di quegli stessi valori. I problemi economici, generati da una politica iniqua, che fanno sì che la società sia divisa “in due livelli da una barriera impermeabile” impediscono a un terzo della popolazione di vivere dignitosamente. Alcolismo e suicidi sono molto frequenti, “un terzo di tutte le famiglie in Russia è costituito da madri single. E’ così che, vorrei chiedere, difendiamo l’istituzione della famiglia tradizionale?”. L’alcol costa meno dei libri di testo, le politiche non favoriscono l’istruzione: “Il governo crea tutte le condizioni necessarie affinché un russo tra responsabilità e irresponsabilità scelga quest’ultima”. Anche il pesante calo demografico, “quattrocentomila persone in meno ogni anno”, è il sintomo di una società scontenta, ferita dalle cattive condizioni economiche, che non ha cura di se stessa, costituita da persone che “bevono fino allo sfinimento, che congelano per il freddo in ospedali non riscaldati, persone che vengono uccise, persone che si uccidono”.

 


Egor Zhukov


 

Egor Zhukov ha dipinto una società polarizzata, rassegnata, scontenta, schiava. Una società che fa fatica a rialzarsi, fatica anche a lamentarsi, convinta del fatto che nulla potrà mai cambiare, anzi convinta che il tentativo di fare dei cambiamenti comporti una punizione. Una società rassegnata a vivere sotto uno stato in cui tutto succede per caso e in cui la massima paura è proprio quella del caso. L’altro valore cristiano di cui ha parlato Egor in tribunale è l’amore. “Ama il prossimo tuo come te stesso, questa è la frase più importante della religione cristiana. L’amore è fiducia, è cura, è aiuto reciproco. Una nazione costruita su questo tipo di amore è una società forte”. Ma è sulla mancanza di fiducia che lo stato russo ha cercato di costruire i rapporti tra le persone, i russi sono sconnessi, soli, ha detto il ragazzo. “L’unica politica sociale che il governo russo impiega costantemente è la disconnessione. E’ così che il governo ci disumanizza gli uni con gli altri. Agli occhi dello stato non siamo più umani da tempo. In quale altro modo si può spiegare il suo trattamento barbaro nei confronti dei suoi cittadini?”.

 

La Russia ha smesso di studiarsi, di amarsi, di farsi domande e il discorso di Zhukov ha ottenuto il sostegno della maggior parte dell’opposizione, e la contrarietà di chi ritiene il ragazzo troppo conservatore, non lontano dalle idee di destra, ha fatto discutere un suo video su YouTube in cui appare un cappello con scritta “Make America great again”. In Tribunale Egor ha chiesto alla Russia, abituata a guardarsi in specchi rotti o in quelli deformanti della propaganda del Cremlino, di specchiarsi: “Guardiamoci allo specchio. Chi siamo diventati se abbiamo lasciato che ci facessero tutto questo?”.

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