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Franza Spagna o Alemannia purché se magna

Unico commento possibile prima della loro Beresina: tempo e pazienza, pazienza e tempo

28 Maggio 2019 alle 06:15

Franza Spagna o Alemannia purché se magna

Nigel Farage (foto LaPresse)

Franza Spagna o Alemannia purché se magna. Ma che si deve scrivere, Dio mio? Il Truce largamente al di sotto dei sondaggi al 37 per cento, un tonfo. Indimenticabile il 40 per cento e spicci di Renzi. Grillozzi out. Il governo tiene, Conte fortissimo. Il Cav. rientra. Il Pd alla riscossa. La Raggi cade in una buca. Giorgia Meloni alle stelle. Se non ci fossero Sánchez, Macron e la Merkel, e questa storia dell’onda verde che non mi piace ma me la faccio europiacere, tanto fa un freddo cane e siamo a giugno, non si saprebbe dove voltolarsi. Le elezioni britanniche furono poco più o poco meno di un rutto, Farage è simpatico e si dissolve presto, Corbyn è un piccolo opportunista sovietico, i lib-dem sulla vetta del mondo, e ora arriva Boris con tono churchilliano, ci sarà da divertirsi. Da noi Gesù ortodosso, il Tapiro protestante, Trump e Putin buoni cristiani, il Milan AC, il Rosario come le chiavi del garage (copyright #guidotweet): è su questo sfondo che si è delineato il tonfo del Truce. Va accettato per quello che è. Si farà la Tav, serva o no andare a Lione. Più soldi alle regioni ricche, e il nostro caro meridione è sistemato con la miseria di cittadinanza. Meno tasse per tutti, a compensazione delle pensioni tagliate. Guai agli zingari. Ombre nere, ma con discrezione. E il debito i mercati se lo faranno piacere, per forza. In Europa intanto l’europeismo è forte, anche se gli europeisti come Valls a Barcellona arrivano quarti.

 

Ma che ci sia da commentare, non si sa. Prevale il linguaggio politico semplice, dicono. Non lo conosco, e lo prego se m’incontrasse di togliermi il saluto. Ho una passionaccia per Mallarmé, nonostante abbia ricevuto Tapiro e Telegatto, non so se mi spiego. Mi vanno bene anche Bergman e Angelopoulos, chiedo perdono. A ciascuno il suo algoritmo. Il mio intreccia Togliatti, Amendola, Berlinguer, Craxi, Andreotti, Wojtyla, Ratzinger e Berlusconi-Renzi: todos caballeros. Non ho più risorse commentatorie. Felice chi ha sostenuto i grilli, la Raggi, il Truce, il vice dei vice: ne hanno da dire. Io me ne sto alla teologia negativa. Non è successo niente. L’Europa unionista è forte e impacciata, come prima, più frammentata, pare. L’Italia caciarona sbatte le ali, e si riprenderà dalla sbornia, “vabbè”, come dice Masneri. Io me ne frego, e molti nemici molto onore. Ci sono sempre Parigi, Berlino, Madrid, Londra fino a ottobre con i proms della Bbc, e Roma, intesa come città bellamente mafiosa, dove il Pd è il primo partito, ma tu guarda. Poi ci sono le montagne svizzere, presidio secolare di libertà. La Val Chiavenna, ridotta di eretici. Certi monasteri. Israele. La vita continua.

 

Il governo del cambiamento potrebbe durare tre, cinque legislature, oppure finire in qualche settimana. L’economia italiana, intesa come investimenti e lavoro, è già abrogata, da mo’. La rimpiangeremo, sì e no, perché la miseria prossima ventura ce la stiamo meritando tutta. Milano fa storia a sé, come l’Austria. Che non siano collanine nel sistema di alleanze del Truce, questo consola. Certe manine e manone alla globalizzazione fanno un baffo. Forse Varoufakis ha un seggio, si aggiungerà alla ridotta dei mélenchonisti e dei maduristi. Spiace per Tsipras, eroe dei nostri tempi, ma non è detto finché the fat lady, il soprano grasso, non ha cantato. Come diceva il corpulento e sonnolento generale Kutuzov: tempo e pazienza, pazienza e tempo. Unico commento possibile, prima di ordinare la ritirata strategica in vista della loro Beresina.

Giuliano Ferrara

Giuliano Ferrara

Ferrara, Giuliano. Nato a Roma il 7 gennaio del ’52 da genitori iscritti al partito comunista dal ’42, partigiani combattenti senza orgogli luciferini né retoriche combattentistiche. Famiglia di tradizioni liberali per parte di padre, il nonno Mario era un noto avvocato e pubblicista (editorialista del Mondo di Mario Pannunzio e del Corriere della Sera) che difese gli antifascisti davanti al Tribunale Speciale per la sicurezza dello Stato.

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  • lupimor@gmail.com

    lupimor

    28 Maggio 2019 - 17:05

    Cosa scrivere? Paradossi, provocazioni ironiche, citazioni, rimandi, esempi pur succosi, padronanza ottima di sintassi, semantica, concetti, cultura, esperienze, estro, verve. Se il dubbio, cosa scrivere? frulla nella testa, è ottimo segnale: la testa è ancora sana, autonoma. Il dubbio è incompatibile nelle teste portate all'ammasso. È pure conforto nell'eventuale errata valutazione. Un punto fermo: non c’è mai stato, né mai potranno esserci uno a più scritti capaci di raddrizzare il legno storto. È la legge implacabile della banale costatazione. Ergo, caro Ferrara, continui a scrivere.

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  • cesare battisti

    28 Maggio 2019 - 15:03

    è sempre più chiaro come gli intellettuali siano i veri ignoranti, incapaci di sentire la realtà, desidererebbero un popolo sempre col cappello in mano di fronte a un Sapere che solo loro detengono. La situazione scappò di mano già dal tempo di Gesù con tutte quelle frottole sul perdono, sul porgere l'altra guancia, sul non scagliare la prima pietra! Adesso la situazione politica è: una destra filantropica (che si crede sinistra) che dice cattiva cattiva a un' altra destra che crede di essere realista ma ma dimentica le parole di Metternich al Congresso di Vienna.

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  • MR1960

    28 Maggio 2019 - 15:03

    E anche questa fa il paio con quella del puzzone Trump che mai e poi mai potrà essere eletto, durerà pochi mesi. E figurati se verrà riconfermato al secondo mandato. Tempo e pazienza, pazienza e tempo. Appunto.

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  • carlo.trinchi

    28 Maggio 2019 - 13:01

    L’Europa è ancora distante. Purtroppo. Il voto giriamola come vogliamo è stato un voto italiano per il governo italiano. Salvini ha vinto sugli argomenti arcinoti e sempre sottovalutati dai salotti chic. Riace, Lampedusa, Sardegna e altri in prima linea dicono che di migranti non se ne vuole sapere. Perfino il lavoro viene dopo. A questo siamo e finché un centro vero e moderato ma non scemo, ed una sinistra con i piedi per terra, non fellona e inconcludente non capiranno le istanze popolari, il truce passerà i cavalli di frisia come fossero dei birilli. Lo vediamo, tutti lo vedono ma fanno gli struzzi. Parliamo di altro ma così facendo non si ammettono le verità sotto gli occhi di tutti. Europa compresa.

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    • miozzif

      28 Maggio 2019 - 14:02

      Non di caccia al migrante vive un popolo, non di risse borgatare si preoccupa una potenza economica mondiale ai primi posti, fondamentale è invece il lavoro e lo sviluppo, ma il cafoncello mascherato da sceriffo di queste cose non sa proprio niente.

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      • Skybolt

        28 Maggio 2019 - 16:04

        Se invece agli elettori importa, cosa fa, gli toglie il diritto di voto a queste "classi subalterne"?

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        • miozzif

          28 Maggio 2019 - 18:06

          No, si dice "ma guarda un po' come si fanno fottere" e ci si ride sopra e ci si beve pure. Brindando a quelli con la mistica triste delle "classi subalterne".

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        • Caterina

          Caterina

          28 Maggio 2019 - 18:06

          “Basket of deplorables” Hilary docet.

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    • luiga

      28 Maggio 2019 - 13:01

      e soprattutto non solo non li vuole nessuno, che è già un principio, ma che nessuno è obbligato ad accettarli, che è il secondo principio.

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      • carlo.trinchi

        28 Maggio 2019 - 14:02

        L’assurdo dell’assurdo è che si meravigliano.

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