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C’è tanto calcio nelle proteste in Algeria

In piazza le canzoni che da tempo si sentono negli stadi. La più famosa è ispirata a una serie tv di Netflix

28 Febbraio 2019 alle 18:37

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Milano. Gli slogan scanditi durante le manifestazioni in Algeria sono quelli di tutte le proteste antiregime. Eppure, dai video postati sui social in queste ore di manifestazioni contro il quinto mandato di Abdelaziz Bouteflika emergono spesso un ritmo e una cadenza che ricordano i cori gridati dagli spalti di uno stadio. Non è un caso che già la settimana scorsa le autorità algerine abbiano posticipato le partite di campionato.

   

In un video, giovani manifestanti battono le mani all’unisono ogni volta che un poliziotto spara un lacrimogeno, come quando il telecronista di una partita di pallone legge i nomi dei giocatori in formazione prima del calcio di inizio. In un altro, i membri del corteo camminano con in mano cartellini rossi, come quelli che l’arbitro usa per ammonire un giocatore, mentre cantano: “No a un quinto mandato, Bouteflika”.

  

C’è tanto calcio nelle manifestazioni di questi giorni in Algeria, e la storia del rapporto tra gli ultras del pallone algerini e la politica non è nata con questa ondata di dissenso. Come spiegava già mesi fa il sito del quotidiano francofono Liberté, gli spalti degli stadi sono diventati da diverso tempo e in mancanza d’altro un luogo di espressione politica della gioventù. Così, giovani tifosi delle squadre di Algeri, come l’USM Alger e il Mouloudia, hanno intonato durante i cortei non cori, ma canzoni che da mesi risuonano negli stadi locali, diventati “tribunali politici” di una leadership sempre più distaccata: “Il primo mandato diciamo che è passato, ci hanno fregato con il decennio nero / alla fine del secondo, è diventata chiara la storia della Casa del Mouradia / al terzo, il paese si è indebolito a causa degli interessi personali / al quarto, la bambola è morta e l’affare è andato avanti / il quinto seguirà, tra loro è già combinato”.

  

La canzone non ha niente a che fare con il calcio e tanto a che fare con il quinto possibile mandato del presidente Bouteflika. Il titolo, la Casa del Mouradia, si ispira alla serie televisiva spagnola di Netflix, la Casa de Papel, con un riferimento diretto al palazzo presidenziale algerino, la Mouradia appunto. Non è la sola. In questi giorni, i tifosi delle squadre di Algeri hanno portato in manifestazione la loro canzone, facendola così uscire dagli stadi, laboratorio delle frustrazioni sociali ed economiche della gioventù algerina.

Rolla Scolari

Scrive soprattutto di medio oriente per il Foglio dal 2003. Da Beirut, ha coperto le manifestazioni che hanno portato al ritiro delle truppe siriane; dal Cairo, le prime elezioni multipartitiche e l’ascesa dei Fratelli musulmani; dalla Turchia la visita del Papa nel 2006. E’ stata a Gaza per il disimpegno israeliano e da Gerusalemme, dove si trova oggi, ha seguito la vittoria di Hamas nei Territori e gli eventi che hanno portato alla conferenza di Annapolis. Alla fine del 2007, è stata embedded con le truppe americane in Iraq. Rolla è nata a Milano nel 1977, da padre italiano e madre egiziana. Ha studiato in Italia, Francia e al Cairo.

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