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La fine del calvario di Asia Bibi

Dopo l’assoluzione definitiva, resta la macchia di un occidente pavido

29 Gennaio 2019 alle 20:35

La fine del calvario di Asia Bibi

Rawalpindi il 12 ottobre 2018. Sostenitori di Tehreek-e-Labaik Pakistan (TLP), un partito politico religioso, chiedendo di impiccare Asia Bibi (foto LaPresse)

Asia Bibi è innocente e dopo nove anni di prigionia la donna cattolica condannata a morte per blasfemia potrà lasciare il Pakistan (ha accettato di trasferirsi in Canada dove già si trovano i suoi figli). Il punto finale al calvario di questa contadina analfabeta accusata da alcune braccianti di aver profanato il nome del Profeta Maometto, l’ha messo ieri il presidente della Corte suprema, il giudice Asif Saeed Khosa, che ha respinto l’ultimo appello di Ghulam Ikram, l’avvocato dell’imam Qari...

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Redazione

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