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L'orrore della Cgil alla corte di Maduro

Il primo atto del neosegretario Landini è una “mozione urgente” a favore del regime socialcomunista venezuelano

24 Gennaio 2019 alle 16:49

L'orrore della Cgil alla corte di Maduro

Maurizio Landini (foto Imagoeconomica)

Il primo atto della Cgil targata Maurizio Landini è una “mozione urgente” a favore del regime socialcomunista venezuelano. “Il congresso Cgil – diceva l’account ufficiale del sindacato – visto quanto accade in Venezuela, secondo i propri principi di libertà, democrazia e solidarietà, approva una mozione di condanna verso l’autoproclamazione di Juan Guaidó a presidente e le ingerenze straniere verso la presidenza democraticamente eletta di Maduro”. Considerare “democratiche” le elezioni che hanno riconfermato l’autocrate chavista, dopo la soppressione del Parlamento controllato dall’opposizione, dopo gli arresti e le torture dei dissidenti politici, dopo l’esclusione dalla competizione degli avversari, dopo la chiusura dei media e dopo l’occupazione della Corte costituzionale e dei tribunali è un abominio. 

 

 

Successivamente la Cgil ha ammesso un errore nel tweet, rinviando alla lettura integrale della mozione, e concludendo con: né con Maduro né con gli Usa. Il testo della risoluzione (foto sotto) in effetti è più articolato, ma la sintesi non ne tradiva il significato profondo: la Cgil condanna “con estrema fermezza” le “ingerenze esterne” – in particolare degli Stati Uniti – e condanna le “immediate prese di posizione” (da parte di quasi tutti gli stati del continente americano) a favore del presidente del Parlamento venezuelano Guaidó (lui sì democraticamente eletto). Quanto a Maduro, c’è un invito a garantire i diritti e le libertà civili. Nicolás Maduro, non solo è un golpista che ha distrutto le istituzioni liberal-democratiche del paese, ma è con Hugo Chávez l’artefice del più grandi disastro economico e umanitario della storia recente: uno tra i paesi più ricchi del mondo è adesso alla fame, stritolato dalla statalizzazione e consumato dall’inflazione.

 

  

La mozione della segreteria Landini non è semplicemente un salto indietro nella storia, un ritorno al veteromarxismo e ai tempi del socialismo reale. E’ molto peggio. E’ il tradimento di una nobile tradizione democratica. Quella che nel 1956, in piena Guerra fredda, portò la Cgil di Giuseppe Di Vittorio a condannare – entrando in contrasto con l’Urss e il Pci di Togliatti – la repressione della Rivoluzione ungherese contro il regime stalinista.

 

Redazione

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  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    30 Gennaio 2019 - 14:02

    Se la “mozione urgente” a favore del regime comunista venezuelano è stato il primo atto “politico” della CGIL di Landini (salvo imbarazzante-smentita-postuma), subito a seguire mi aspetterei un secondo atto, più propriamente “sindacale”, altrettanto “urgente” e di pari spessore internazionale: la ferma richiesta alla criminalità internazionale di contrattualizzare le prestazioni in nero (nel senso di lavoro) di tutti gli scafisti che si peritano di affrontare le intemperie su improbabili barconi per traghettare merce umana dalle coste africane alle belle navi delle ONG. Quelle si equipaggiate di tutto punto. E a posto con i contributi.

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  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    30 Gennaio 2019 - 13:01

    Se la "mozione urgente" a favore del regime comunista venezuelano è stato il primo atto "politico" della CGIL di Landini, subito a seguire mi aspetterei un qualcosa di più propriamente "sindacale", non meno "urgente" e parimenti degno di spessore di sinistra: la ferma richiesta alla criminalità internazionale di contrattualizzare le prestazioni in nero (nel senso di lavoro) di tutti quegli anonimi "scafisti" frontalieri che sfidano le intemperie su improbabili barconi per traghettare merce umana dalle coste nord africane alle belle navi delle ONG. Quelle si, equipaggiate di punto e in regola con i contributi.

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  • gaetano.tursi@virgilio.it

    gaetano.tursi

    30 Gennaio 2019 - 13:01

    Il secondo atto della CGIL di Landini sarà invece quello di chiedere alla criminalità internazionale di combattere il (lavoro) nero, formalizzando i contratti di collaborazione dei poveri scafisti frontalieri che, per amore del prossimo, si prodigano a traghettare merce umana dalle coste della Libia alle navi delle ONG.

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  • chilliundpasta

    28 Gennaio 2019 - 17:05

    Nessuna nostalgia del comunismo. È solo che già da tempo il politico e sindacalista Landini dovrebbe far parte della galleria dei ricordi. Purtroppo non è così.

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