Daniel Kretinsky

L'inchiesta del Monde sul nuovo azionista del Monde

Micol Flammini

Si vociferava che volesse acquistare la Roma, ma la notizia è stata smentita. Daniel Kretinsky però è arrivato davvero al quotidiano francese che ha ricostruito la storia della sua fortuna

Daniel Kretinsky è diventato azionista del Monde, ha acquisito il 49 per cento delle quote di Mathieu Pigasse. Nel mondo dei media francesi era già entrato all'inizio dell’anno quando aveva investito in Elle, Télé 7 Jours e Marianne. Il suo ingresso nella scena parigina non era stato accolto in maniera entusiasta, anzi. Emmanuel Macron avrebbe anche messo all’opera i servizi segreti per scoprire il più possibile sul magnate ceco, la cui provenienza da un paese di Visegrad guidato da un governo populista sta attirando dei sospetti. 

 

 

Il Monde ha cercato di scoprire da dove arriva la ricchezza del miliardario ceco che ha iniziato la sua carriera in uno studio di avvocati, dove guadagnava l’equivalente di 900 euro, e ora ha una fortuna di 2,6 miliardi. E tutto è successo in meno di dieci anni. 

 

  

Esordi

Quando nel 2009 creò la sua compagnia energetica a Praga, la Eph (Energetický a průmyslový holding), era inimmaginabile che il gruppo sarebbe diventato il settimo attore europeo nel settore dell’energia. Kretinsky, dopo aver frequentato giurisprudenza a Brno – era figlio di un giudice della Corte suprema – e aver studiato a Digione, va a lavorare per la J&T, un fondo di investimenti slovacco. Comincia la sua ascesa, sotto l’ala di due mentori: Patrik Tkac e Petr Kellner. Dopo la caduta del muro di Berlino, la J&T era diventata uno dei maggiori investitori in Slovacchia, attiva in vari settori, da quello bancario ai servizi finanziari, dagli immobili all’assistenza sanitaria. Quando Kretinsky crea la Eph, la J&T è uno dei maggiori azionisti. “Tutti hanno imbrogliato molto in quegli anni”, dice un ricercatore slovacco al Monde. La J&T aveva dei forti legami con i politici e l’ascesa del fondo era andata di pari passo con quella di Smer, il Partito socialdemocratico guidato dall’ex primo ministro populista Robert Fico. 

  

I legami populisti

Uno dei due mentori di Kretinsky, Petr Kellner, è stato tra i beneficiari della privatizzazione degli anni Novanta, lavorava nei settori bancario e immobiliare e oggi opera non soltanto in Europa, anche in Russia e in Cina, dove risulta essere l’unico straniero a guidare una società di credito. Kellner ha finanziato anche la fondazione dell’ex presidente ceco, il sovranista Vaclav Klaus, ha sostenuto il primo ministro ungherese Viktor Orbán e partiti di estrema destra in Germania e in Austria. E’ amico di Milos Zeman, l’attuale presidente della Repubblica ceca, antieuropeista e filoputiniano. Kretinsky, attualmente è fidanzato con la figlia di Kellner, Anna, una campionessa di equitazione. 

 

  

Kretinsky, l’europeista

Eppure il miliardario ceco ha cercato in ogni modo di rassicurare chi temeva che anche lui avesse le stesse idee politiche del suo mentore. Ha più volte ripetuto di credere nei valori europei. La stampa si è spesso domandata come abbia fatto a uscire dalla tutela dei due uomini di affari che lo hanno aiutato a fare carriera, senza seguirne la strada o le amicizie politiche. Oggi Kretinsky detiene il 94 per cento della Eph, ma rimane legato a Tkac e Kellner in altri affari, racconta al Monde un giornalista economico, David Klimes. Tkac ad esempio rimane suo socio nella Cmi, Czech media invest, la più grande holding attiva nel settore dei media ceco. 

  

Il gasdotto Eustream

Nel 2010 Kretinsky acquisisce il 49 per cento l’Eustream, il principale gasdotto che parte dalla Russia, attraversa l’Ucraina e arriva in Slovacchia. Prima apparteneva alla francese Gdf e alla tedesca Eon, per le quali l’Eustream non era più da considerarsi strategico. E’ stata questa la chiave del successo di Eph, comprando Eustream la società ha beneficiato di ricavi importanti e come osserva un analista slovacco intervistato dal quotidiano francese: “I ricavi sono regolamentati e consentono di contrarre prestiti a condizioni favorevoli”. Approfittando di questo investimento molto redditizio, Eph intraprende altre acquisizioni in Europa. Kretinsky si concentra sul gas e sul carbone, in pochi anni moltiplica gli acquisti di centrali termoelettriche e miniere.

  

Il successo di Eph

In meno di dieci anni, Eph assume 25.000 persone in sei paesi diversi e realizza un profitto di 1,9 miliardi di euro nel 2017, in costante crescita. Il gruppo deve anche il suo successo alla sua capacità di indebitarsi. L'Eph ha un debito di quasi 6 miliardi di euro. Una strategia rivendicata da Kretinsky, che ricorda che, grazie alla regolarità delle sue entrate, il gruppo gode di un'ottima reputazione presso le istituzioni bancarie. 

  

I media

Kretinsky ha iniziato a investire nei media in Repubblica ceca, costruendo un impero mediatico con la Cmi, Czech media invest. Ha acquistato le maggiori testate nazionali, sulle orme di un altro miliardario, il premier Andrej Babis. "Ha capito che i media potrebbero essere un modo per guadagnare una reputazione seria e aumentare la sua capacità di influenza”, ha detto la giornalista Jana Klimova, ma Kretinsky nega di voler usare la stampa a proprio vantaggio. Il miliardario è famoso per non intervenire nella linea editoriale delle sue testate. I giornalisti hanno detto che non si intromette nei loro articoli, che non li obbliga a seguire o a difendere i suoi affari. Eppure, appena arrivato a Marianne, ha accolto una firma controversa, una giornalista che il Monde definisce “sovranista”, Natacha Polony.  

 

 

Alcuni esperti  francesi lo paragonano a Patrick Drahi, il magnate dei media e delle telecomunicazioni, che è noto per finanziare le sue acquisizioni contraendo debiti. Daniel Kretinsky ha rassicurato il Monde che la sua situazione è molto diversa: i dividendi che incassa con l'Eph potrebbero, secondo lui, essere facilmente trasferiti per salvare i suoi media, se fosse necessario. 

   

Interferenze ceche

Il suo ingresso nei media francesi ha fatto preoccupare l’Eliseo, si temeva che dietro i suoi investimenti ci fosse qualche influenza russa. Kretinsky ha smentito, ha detto che si tratta di uno stereotipo, di un pregiudizio. Al contrario crede nella missione della stampa di difendere la democrazia liberale: "Se i grandi paesi europei non riescono a preservare i valori della democrazia liberale, siamo in grave pericolo", ha commentato il miliardario.

 

"Il suo ingresso nel Monde è un nuovo stadio della sua espansione", racconta al quotidiano una fonte vicina a Kretinsky. "Vuole allargarsi non soltanto in Francia ma in tutta l’Unione europea. Dopo la Brexit, l’Europa centrale è animata dal desiderio di diventare sempre più importante”.  

 

"L'Europa occidentale dovrà farci l’abitudine. Questi uomini d'affari dell'Europa dell’est non sono spie del Cremlino, ma attori che ora hanno i loro interessi da difendere”, analizza una fonte diplomatica francese. Per altri l’arrivo di Kretinsky nei media altro non è che il tentativo di difendere i propri interessi e costruirsi un’immagine imprenditoriale non più locale, ma europea.

 

E la Roma?

Daniel Kretinsky è il proprietario dello Sparta Praga e pochi giorni fa si era diffusa la voce che volesse acquistare la Roma. La notizia è stata smentita. Ma che il miliardario stia cercando la sua strada nel calcio italiano non è del tutto infondato. Secondo alcune indiscrezioni ha tentato di acquistare il Milan, ma la sua offerta da 600 milioni di euro è stata rifiutata.