L'America ha un interesse febbrile per la politica, c'è un piano per farlo durare

Daniele Raineri

Record di ascolti e di registrazioni al voto. Tre giorni fa in Texas si è registrato il record di elettori che si sono registrati per il voto del 6 novembre

New York. Mancano venticinque giorni alle elezioni di metà mandato e in America c’è un appetito smisurato per la politica e per le notizie di politica, dopo anni di disinteresse e di fastidio. E secondo le previsioni di tutti gli esperti non passerà presto. Tre giorni fa in Texas si è registrato il record di elettori che si sono registrati per il voto del 6 novembre – e per decidere chi vincerà nel duello tra il democratico Beto O’Rourke e il repubblicano Ted Cruz.

 

Secondo la rete Fox News la deposizione del giudice Kavanaugh due settimane fa ha fatto ascolti che non si vedevano dall’inizio della guerra in Iraq nel marzo 2003 – con la differenza che questa volta in moltissimi l’hanno guardata su internet e quindi sfuggono alle rilevazioni. Parse.ly, che è un’azienda che si occupa di analizzare il traffico internet, dice che negli ultimi novanta giorni la categoria “Politica” è quella più letta nelle migliaia di siti che monitora. La rete via cavo Msnbc era tra i primi 25-30 canali prima dell’arrivo di Donald Trump, ora è stabile nei primi tre e deve tutto alla sua copertura della Casa Bianca. E’ “politica agli steroidi” scrive la newsletter Axios e risucchia al suo interno un po’ di tutto con una forza gravitazionale irresistibile. La cantante pop Taylor Swift, considerata un’icona e seguitissima, ha appena rotto un silenzio che era durato per tutta la carriera fino a qui e ha detto in pubblico di appoggiare i candidati democratici. L’avvocato Michael Avenatti, che è diventato famoso perché ha guidato la battaglia di Stormy Daniels, la pornostar che era stata pagata da Trump per tacere sulla loro relazione, è una star e ora ha sfidato il figlio del presidente, Donald Trump Jr, a un incontro di lotta dentro la gabbia il cui ricavato andrà in beneficenza. Sono i frutti della polarizzazione estrema della politica americana negli ultimi tempi: se sei per Trump sei un tifoso sfegatato, se sei contro Trump sei ugualmente un tifoso sfegatato, in entrambi i casi le notizie e la copertura dei media non ti bastano, ne vuoi sempre di più. C’è il senso di una battaglia esistenziale: se vincono gli altri allora cesseremo di esistere noi – e questo aiuta molto il marketing. Persino i libri per bambini sono stati attirati nel vortice. Il comico Stephen Colbert ha prodotto con sarcasmo un libro per bambini con le frasi molto ingenue dette da Trump durante la visita alle zone colpite dall’uragano Florence, da quando è uscito il libro è nei primi dieci venduti da Amazon e in questo momento è al primo posto. Un altro libricino per bambini ispirato dalla politica, “Una giornata nella vita di Marlon Bundo”, che racconta in chiave ironica la vita del coniglietto del vicepresidente Mike Pence ed è stato prodotto a marzo dal comico John Oliver, è stabile nei primi cinquanta libri per l’infanzia. Tutti i settori toccati dalla politica ricevono nuova vita – vedi per esempio il Saturday Night Life, che aveva perso smalto (eufemismo) e che invece adesso tutti attendono per vedere la parodia dei fatti politici della settimana.

 

A essere deliziati da questo clima sono ovviamente i media, che si dividono in due categorie. Da una parte c’è chi sfrutta la situazione perché il commento politico non costa quasi nulla, basta invitare degli ospiti in studio a dibattere e si fanno grandi ascolti, è tutto profitto. Dall’altra c’è chi come il New York Times ha fatto investimenti enormi per fare inchieste che possono durare anni – anche se a volte sono deludenti come ritorno di pubblico, per esempio l’ultima sulle tasse di Trump contiene informazioni esplosive ma non è stata digerita dal grande pubblico, se ne sono occupati soltanto gli addetti ai lavori. Il Washington Post sta assumendo sette giornalisti per preparare la squadra che seguirà le presidenziali 2020 e sarà la più grande di sempre. La rivista Atlantic, il Los Angeles Times e altri stanno assumendo. Il sito Politico ha già sei corrispondenti dalla Casa Bianca e vuole cercarne altri.

 

Entrambe le categorie dei media, sia chi sfrutta la situazione al risparmio sia chi fa giganteschi investimenti strutturali, sono intenzionate a portare questo interesse molto oltre all’èra di Trump. La loro scommessa è che la febbre della politica è slegata dall’attuale presidente e non scemerà con la sua uscita di scena.

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  • Daniele Raineri
  • Di Genova. Nella redazione del Foglio mi occupo soprattutto delle notizie dall'estero. Sono stato corrispondente dal Cairo e da New York. Ho lavorato in Iraq, Siria e altri paesi. Ho studiato arabo in Yemen. Sono stato giornalista embedded con i soldati americani, con l'esercito iracheno, con i paracadutisti italiani e con i ribelli siriani durante la rivoluzione. Segui la pagina Facebook (https://www.facebook.com/news.danieleraineri/)