Per Trump l'Europa è peggio della Cina

Tempeste di tweet, sonnellini al vertice, prossimi scontri. Così il presidente americano trova un posto all’inferno per i suoi alleati

12 Giugno 2018 alle 11:12

Per Trump l'Europa è peggio della Cina

Foto LaPresse

Milano. Il traditore è Justin Trudeau, dice l’Amministrazione Trump, il premier canadese ci “ha pugnalato alle spalle”, “c’è un posto speciale all’inferno per chi si mette a fare diplomazia in malafede” con il presidente americano, c’è un posto speciale all’inferno per Trudeau, che ha ospitato il G7 dello scontro frontale tra l’America di Donald Trump e i suoi alleati, Canada, Francia, Inghilterra, Regno Unito, Giappone (l’Italia si è ritagliata uno spazio più prossimo all’America, allungando la mano alla Russia isolata,...

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  • adebenedetti

    12 Giugno 2018 - 18:06

    Alleati che amano prelevare i denari dal salvadanaio USA. Dopo decenni c`e` che dice basta. Un tempo si diciva: "Dagli amici mi ci guardi Dio che dai nemici ci penso io" La Germania versa l`1% del Pil per la NATO. Gli USA di un PIL molto piu` grande versano il 4%. E` ora che la Grande Germania, e non solo la Germania,apra il suo portafoglio . Last but not the least se non sbaglio la Germania pone un dazio del 10% sulle auto americane.

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  • albertoxmura

    12 Giugno 2018 - 16:04

    L'ordine mondiale basato sulla guerra fredda è finito. Quando c'era la guerra fredda gli USA compravano il sostegno logistico degli alleati facendo pessimi affari, in cambio di vantaggi strategici. Ora tutto ciò non ha più senso. Gli alleati debbono prenderne atto. L'alleanza atlantica potrà reggere soltanto se i paesi alleati metteranno mano al portafoglio per sostenerne le spese militari nella giusta proporzione. E i trattati economici debbono essere equi. Il Canada non può pretendere di continuare ad applicare dazi esagerati sui prodotti caseari mentre protesta per quelli che Trump impone sull'alluminio. E la Germania non può continuare ad avere un surplus commerciale come quello che ha senza che abbia luogo la corrispondente rivalutazione dell'euro. I dazi, in una situazione del genere, sono più che ragionevoli. Si deve essere favorevoli al libero commercio, ma senza cadere nel fanatismo.

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  • branzanti

    12 Giugno 2018 - 14:02

    Ormai è chiaro che non siamo più alleati e che, al contrario, siamo considerati avversari (per il "nemici" c'è ancora un po di tempo) e penso che anche la Nato sia giunta al capolinea. Malgrado sia difficile individuare le cause, possiamo ritenere che l'ostilità per le democrazie non sia dovuta a questioni commerciali, ma all'idiosincrasia per il modello ed alla maggiore affinità con i governi autoritari, con la chiara volontà di trasformare sempre più gli Usa in tal senso. Credo che l'ultima frase della condivisibilissima analisi di Paola Peduzzi rappresenti il punto nodale e mi auguro che, come europei, siamo in grado di cogliere l'opportunità che ci viene offerta. Poi, certo, dovremo parlare anche di certe basi...

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