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Israele difende il suo confine. I morti colpa di Hamas

La marcia palestinese è terrorismo organizzato che si ribella a una democrazia occidentale minacciata nel suo diritto a esistere

Giulio Meotti

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meotti@ilfoglio.it

14 Maggio 2018 alle 16:13

Israele difende il suo confine. I morti colpa di Hamas

Tensioni a Gaza per l'apertura dell'ambasciata americana a Gerusalemme (foto LaPresse)

E' la giornata più pesante degli scontri fra Gaza e Israele. Una quarantina i morti palestinesi per ora. C'è un regime islamista e terrorista, Hamas, che da due mesi incita e paga la popolazione palestinese a marciare contro il confine di Israele e i 4.000 civili israeliani che ci vivono dietro. Spari, molotov, bombe, si è usato di tutto oggi per superare quel confine. E tutto avviene dietro la cinica copertura di 50 mila palestinesi usati come apripista e scudi umani.

 

Nei giorni scorsi i social media palestinesi hanno diffuso piantine su come entrare più velocemente da Gaza nelle comunità israeliane al confine. Per fare cosa? La marcia palestinese è terrorismo organizzato. Israele, che nelle stesse ore è impegnato a Gerusalemme a celebrare lo spostamento lì dell'ambasciata americana e il riconoscimento di quella città come capitale, sta difendendo il suo confine riconosciuto dalla comunità internazionale.

  

I tragici scontri di Gaza illuminano la condizione unica in cui si trova Israele fin dalla sua nascita 70 anni fa, ovvero quella di una democrazia occidentale minacciata nel suo diritto a esistere e a difendersi. Israele è l'avamposto ebraico della cultura occidentale che il fondamentalismo islamico vuole distruggere. Lo ha detto chiaramente ieri Ayman al Zawahiri, il dottore a capo di al Qaeda: "Anche Tel Aviv è terra islamica". E' quello che urlano anche i manifestanti a Gaza. Ieri i gruppi terroristici palestinesi hanno diffuso immagini su come vorrebbero far saltare in aria le case israeliane con gli RPG. Vogliono tutto.

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  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    15 Maggio 2018 - 06:06

    La Chiesa sta dalla parte sbagliata. Se la Chiesa finalmente togliesse appoggio e giustificazione morale al Palestinianismo - l'arma di distruzione di massa del secolo che l'Europa, del vecchio e del nuovo continente, continua a usare contro se stessa massacrando noi, immolando vite umane (altrui) - dissacrate e sprecate da bande di criminali ricchi e potenti che vivono negli unici palazzi con acqua corrente e marmi di carrara di Gaza, i bruciatori di bandiere che educano i propri figli a vivere da delinquenti e a farsi ammazzare per nulla. ISRAELE, il Nobel per la Pace sotto il naso che troppi si ostinano a non vedere.

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  • adebenedetti

    14 Maggio 2018 - 16:04

    Hamas ha ancora una volta dimostrato che per lei i palestinesi sono solo "carne da cannone' come si diceva una volta.

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    • branzanti

      14 Maggio 2018 - 17:05

      Non si sorprenda sono d'accordo con Lei. Questo bilancio potrebbe essere considerato una sorta di attentato suicida collettivo.

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      • Dario

        Dario

        14 Maggio 2018 - 18:06

        Ma è l'aspetto dell' "attentato" ad essere il punto debole della questione. L'attentato consiste nel lancio di sassi e di bottiglie incendiarie. Contro pallottole e cannoni. Per Hamas i palestinesi sono solo carne da cannone, anche perché sanno benissimo che dall'altra parte c'è appunto il cannone, per niente metaforico, pronto ad accoglierli.

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        • branzanti

          14 Maggio 2018 - 19:07

          Se ragioniamo in senso letterale le sue considerazioni sono comprensibili. Ma attentato può essere anche il perseguimento di un vantaggio politico, gettando al massacro, senza scopo, persone evidentemente sacrificabili, contro le difese, legittime nella loro presenza e, soprattutto, molto note ai manovratori delle proteste. Azzardo che più tragico è il bilancio, maggiore sia la soddisfazione di Hamas e temo di non sbagliare.

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  • Giovanni Attinà

    14 Maggio 2018 - 16:04

    I palestinesi invece di protestare e fare azioni di terrorismo dovrebbero riconoscere Israele, come nazione. I vari capi, a partire da Arafat, non mi pare abbiano operato o operino in questa direzione. Quanto ad Hamas e compagni, debbono rassegnarsi: l'esistenza di Israele affonda la sua radice dalla nascita del mondo.

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  • Dario

    Dario

    14 Maggio 2018 - 16:04

    Caro Meotti, per adesso il bilancio è di 60 morti, e tutti da una parte sola. Questo resterà di questa manifestazione. Hamas avrà tutte le colpe del mondo (e ce le ha), ma forse la gestione israeliana di questa emergenza non è stata delle migliori. Farsi venire un dubbio, in proposito, credo che gioverebbe.

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