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La strage prevedibile

Il profilo dello stragista della Florida era pieno di segnali di pericolo ignorati

15 Febbraio 2018 alle 20:41

La strage prevedibile

Le forze dell'ordine sul posto della strage, a Parkland (Florida). Foto LaPresse

Esiste, tragicamente, un profilo tipico del giovane stragista americano che spara all’impazzata nelle aule di una scuola. Si tratta sempre di persone tormentate, ma spesso la follia omicida è nascosta sotto una patina piccolo-borghese, e quando intervistano i conoscenti e i vicini di casa all’indomani della carneficina, questi dicono che proprio non se l’aspettavano. Nikolas Cruz non corrisponde al profilo. Il 19enne che con il solito fucile Ar-15, una costante delle stragi americane, ha ucciso 17 persone nella Marjory Stoneman Douglas High School di Parkland, in Florida, è un ragazzo turbolento che era stato espulso dalla scuola perché minacciava i compagni, i professori non lo lasciavano entrare nell’edificio con lo zaino, per timore che potesse portare armi, su Instagram pubblicava selfie con i coltelli e chiedeva informazioni tecniche su fucili e mitragliatori, a settembre dello scorso anno aveva scritto, in un commento su YouTube, quella che ora appare come una dichiarazione di intenti: “Diventerò un professionista delle stragi della scuola”.

I conoscenti lo descrivono come una persona rissosa, violenta, afflitta da disturbi della personalità, e nella piccola comunità della Florida dove tutti si conoscono nessuno è stupito dal tragico sviluppo della vicenda di Cruz. Le preoccupazioni di chi era intorno al ragazzo avevano anche originato segnalazioni all’Fbi, cadute nel nulla, e a questo quadro si aggiunge l’affiliazione di Cruz al gruppo suprematista bianco Republic of Florida. Spesso nelle carneficine americane si ricorre alla categoria dell’irrazionale e dell’imprevedibile per commentare le sparatorie a scuola, ma il caso della Florida contiene elementi che erano osservabili, dunque prevedibili. Un tragico peggiorativo dell’orrore.

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Commenti all'articolo

  • adebenedetti

    18 Febbraio 2018 - 20:08

    Per la cronaca sono soltanto 13 gli americani che portano il nome di Nikolas Cruz. Troppo difficile per l`FBI trovarlo dopo le dritte ricevute a Settembre e a Gennaio.

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  • lorenzo tocco

    lorenzo tocco

    16 Febbraio 2018 - 15:03

    Ma certo che le segnalazioni all'FBI sono cadute nel nulla: sono troppo impegnati a dare la caccia a Trump per interessarsi di quisquiglie di questo genere

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