Cosa si sa della sparatoria in un campus della Florida

I morti sono almeno 17 e l'assalitore è un 19enne sospeso dall'istituto per motivi disciplinari. La polizia dice di avere trovato sul suo conto informazioni "molto molto inquietanti". Si riapre il dibattito sulla vendita delle armi

15 Febbraio 2018 alle 07:54

Cosa si sa della sparatoria in un campus della Florida

Un gruppo di ragazzi fugge con le mani alzate dal killer di Parkland (foto LaPresse)

Ieri un ragazzo di 19 anni, Nikolas Cruz, ha ucciso almeno 17 persone in un campus scolastico di Parkland, che si trova nello stato della Florida, non distante da Miami, prima di essere arrestato dalla polizia circa un'ora più tardi. Si tratta della più grave sparatoria in un complesso scolastico americano dal 2012, quando in Connecticut un altro ragazzo uccise 26 persone. Cruz, un ex studente sospeso dal campus per motivi disciplinari, ha ucciso prima tre persone fuori dall'edificio principale e poi, una volta dentro, ha sparato ad altre 12. Altre tre sono morte più tardi in ospedale per le ferite riportate.

 

  

I feriti ricoverati sono 17, tre in condizioni gravi. All'esterno della Marjory Stoneman Douglas High School, poco prima delle fine delle lezioni, Cruz ha cominciato a sparare, attivando il sistema di allarme antincendio e scatenando il panico. La polizia e le unità speciali degli SWAT sono intervenute subito allontanato tutti dall'istituto di Parkland.

 


La cattura di Cruz da parte della polizia


  

Lo sceriffo di Broward County, Scott Israel, ha definito l'evento "catastrofico". "Abbiamo già iniziato a setacciare i siti e i contenuti sui social network" postati da Cruz, ha spiegato Israel. E sembra che la polizia abbia già trovato "qualcosa di molto, molto inquietante". "Tutti scherzavamo su di lui, dicevamo che avrebbe potuto fare una cosa del genere e alla fine avevamo ragione: è una follia", ha detto un ragazzo alla Cnn. "Era pieno di problemi, aveva le armi perché lo facevano sentire euforico. Una volta me le ha mostrate sul telefono, da allora mi sono tenuto lontano da lui", ha ricordato un altro 17enne.

 

 

Il senatore della Florida, Marco Rubio, ha scritto su Twitter che la sparatoria era pianificata per causare la perdita del "maggior numero possibile di vite umane". Ma Rubio ha anche aggiunto che è troppo presto per potere parlare di una revisione della legge sulle armi: "Prima dobbiamo conoscere i fatti", ha detto. Il governatore, Rick Scott, ha parlato di "male puro" nel commentare gli eventi di Parkland, mentre il presidente americano, Donald Trump, ha scritto sul social network di unirsi alle preghiere per le vittime: "Nessun bambino, nessun insegnante e nessun altro si dovrebbe sentire senza sicurezza in una scuola americana", ha aggiunto Trump.

  

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Commenti all'articolo

  • adebenedetti

    15 Febbraio 2018 - 20:08

    Dopo le tragedie gli sciacalli e gli avvoltoi si fanno sempre vedere e sentire.

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  • branzanti

    15 Febbraio 2018 - 09:09

    Stavolta niente dibattito sulle armi, è stucchevole ed inutile, come testimoniano inequivocabilmente, nella loro assurdità, le parole di Rubio. Chiediamoci invece quale sia il malessere profondo, lo sfacelo della convivenza civile che attraversa gli Usa. Sono convinto che il paese (lo dico da ex fan di lungo corso) avrebbe potuto veramente essere un faro di civiltà, se l'inevitabile ferocia dei pionieri fosse stata progressivamente stemperata dal senso civico e dal reciproco rispetto. Ma così non è stato, anteponendo violenza e denaro a tutto, in nome di un malinteso senso di libertà che esalta chi ce la fa (a far soldi) e lascia privi di qualsiasi aiuto tutti coloro che versano in condizioni difficili (molti). Le stragi avvengono in ogni angolo del paese, in un coast to coast che parla più di qualsiasi testo e che, malgrado Dow Jones, PIL e occupazione fa prevedere un futuro di sofferenza per il paese (di cui, anche nella mia attuale distanza, non sono affatto contento). RIP ai morti.

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  • Selinunte

    15 Febbraio 2018 - 08:08

    Dire che si è sorpresi dal fatto in sé non è possibile visti i precedenti innumerevoli, la sorpresa riguarda un Paese come gli USA fermo all'800, con una mentalità mai cambiata da coloni in viaggio verso il mitico Far West. Sono uomini primitivi nonostante il benessere e la tecnologia, pare quasi che vengano lobotomizzati alla nascita, sono pericolosi sia dentro che fuori i loro confini nazionali. Nonostante sia iniziato il 2018 per loro è come se i pellerossa fossero ancora in agguato dietro casa, escono armati fino ai denti, dirimono questioni anche banali a colpi di calibro 38, imparano prima a sparare che ad andare in bicicletta e poi si meravigliano se uno squilibrato, (che negli USA abbondano), fa una strage.

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