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Lo scontro tra Arnault e Pinault si sposta sui musei

I due colossi dell’imprenditoria francese, dopo essersi affrontati sul terreno del lusso, rilanciano la propria competizione su quello dell'arte

11 Dicembre 2017 alle 14:35

Lo scontro tra Arnault e Pinault si sposta sui musei

François Pinault (foto LaPresse)

Parigi. Tutto è iniziato il 19 marzo 1999. Bernard Arnault, re francese del lusso a capo di Lvmh, adocchiava da ormai cinque mesi la casa di moda italiana Gucci. E in quella mattinata pre-primaverile, era pronto a fare il grande annuncio: “La maison di Firenze, di cui possiedo una quota del 34,2 per cento, verrà interamente acquisita da Lvmh, e diventerà la più influente casa di moda del mondo”. Ma quella frase, da Arnault, non venne mai pronunciata. Perché un...

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Mauro Zanon

Nato a una manciata di chilometri da Venezia, nell’estate in cui Matthäus e Brehme sbarcarono nella parte giusta di Milano, abbandona il Nord, per Roma, quando la Lega era ancora celodurista e un ex avvocato del Cav. vinceva le presidenziali francesi. Nel 2009, decide di andare a Parigi, e di restarvi, dopo aver visto “Baci rubati” di Truffaut. Ha vissuto benino nella Francia di Sarkozy, male in quella di Hollande, e vive benissimo in quella di Macron (su cui ha scritto un libro, “Macron. La rivoluzione liberale francese”, Marsilio). Ama il cinema di Dino Risi, le canzoni di Mina, la cucina emiliana, le estati italiane, l’Andalusia e l’Inter di José Mourinho. Per Il Foglio, scrive di Francia e pariginismi. Collabora inoltre con il mensile francese Causeur.

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