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Così un pasticcio al computer ha messo in crisi il governo svedese

Può il governo di un grande paese europeo cadere miseramente perché il tecnico dei computer ha combinato un guaio?

Eugenio Cau

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cau@ilfoglio.it

28 Luglio 2017 alle 10:38

Così un pasticcio al computer ha messo in crisi il governo svedese

Foto Pixabay

Roma. Può il governo di un grande paese europeo cadere miseramente perché il tecnico dei computer ha combinato un pasticcio? Se lo chiede in questi giorni la Svezia, dopo che il governo di minoranza rosso-verde guidato dal primo ministro socialdemocratico Stefan Löfven ha iniziato a traballare a causa del più grande scandalo informatico della storia del paese, e forse d’Europa. Ieri Löfven ha annunciato un rimpasto del suo governo nel tentativo di placare i quattro partiti di opposizione che hanno la maggioranza al Parlamento svedese e che chiedono la sua testa. “Viviamo in tempi incerti. Ho deciso di fare ciò che è meglio per il paese. Non voglio gettare la Svezia in una crisi politica”, ha detto. È probabile tuttavia che all’opposizione il rimpasto non basterà, e che per rimanere al governo Löfven sarà costretto a perdere qualche altro alleato.

 

Lo scandalo è iniziato nel 2015 quando Maria Agren, direttore generale dell’Agenzia dei trasporti svedese, stipula in tutta fretta un contratto con la Ibm per il trasferimento dei dati dell’agenzia in un nuovo database. L’Agenzia per i trasporti in Svezia è un ente enorme, che regola tutti i sistemi di trasporto, dall’aviazione alle ferrovie alla concessione delle patenti di guida. Poiché il trasferimento del database è urgente, Agren decide di non sottoporre l’accordo con Ibm ad alcune misure di garanzia sulla privacy e la gestione dei dati riservati previste dalla legge svedese. Al database della Ibm sono iscritte diverse società, svedesi e non, alle quali l’Agenzia dei trasporti concede una parte dei dati non riservati per ragioni di pubblicità e altro. A causa di un mix di errori tecnici e umani, però, alcune delle aziende iscritte al database, compresi alcuni uffici di contractor stranieri che lavorano per la Ibm, hanno avuto la possibilità di accedere all’interezza del database, che comprende dati sensibili, indirizzi e nomi di persone sotto protezione o di componenti delle forze dell’ordine, perfino segreti militari.

  

In almeno un caso, all’errore si è aggiunta la follia: a un certo punto nel 2015 l’Agenzia ha inviato per sbaglio ad aziende ignare un database che comprendeva i dati personali (numero di patente, numero di targa, domicilio) di migliaia di patentati, comprese persone sotto regime di protezione, perché testimoni in un processo importante o perché minacciate. Accortasi dello sbaglio, anziché chiedere di cancellare il database l’Agenzia ha inviato loro una mail in cui elencava uno per uno tutti gli individui dell’elenco sotto protezione indicando esplicitamente che si trattava di dati sensibili.

  

Alla fine sono stati resi pubblici, o quanto meno visibili a occhi che non avrebbero dovuto vederli, i nomi dei piloti di jet dell’aviazione svedese, i numeri di targa di tutti i veicoli immatricolati in Svezia – che siano automobili, navi o aerei – compresi i veicoli della polizia e delle forze dell’ordine, liste di equipaggiamenti in dotazione all’esercito svedese, due diversi database della polizia, le informazioni personali dei componenti delle Forze speciali dell’esercito svedese. È facile immaginare cosa potrebbe succedere se questi dati finissero nella mani sbagliate.

  

La notizia del gigantesco disastro è stata pubblicata dai giornali svedesi all’inizio del mese, ma i ministri dell’Interno e della Difesa sapevano della cosa da almeno 18 mesi. Löfven ha ammesso di sapere del pasticcio da gennaio, data che coincide con il licenziamento di Agren, ma soltanto lunedì ha annunciato il disastro alla nazione. L’opposizione ha presentato tre mozioni di sfiducia per i ministri dell’Interno, delle Infrastrutture e della Difesa. Löfven, nel suo rimpasto di ieri, ha annunciato la sostituzione di Interno e Infrastrutture, ma ha cercato di tenersi vicino il suo potente e popolare ministro della Difesa, Peter Hultqvist, che a settembre dovrà presiedere alla più grossa esercitazione militare dell’esercito svedese in decenni, annunciata come contromisura alle manovre della Russia nel Baltico. Il partito di ultradestra dei Democratici svedesi, però, ha detto che se non salta anche Hultqvist presenterà una mozione di sfiducia contro l’intero governo – e ci sono buone possibilità che passi.

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