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La prova ucraina di Trump

Ricominciano gli scontri nell’oriente del paese, cosa farà il presidente?

1 Febbraio 2017 alle 20:12

La prova ucraina di Trump

Un ribelle a Gorlovka, in Ucraina (foto LaPresse)

Potrebbe arrivare presto il primo test della “bromance” tra il presidente americano Donald Trump e l’omologo russo Vladimir Putin, per ora fatta solo di ammiccamenti e dichiarazioni amichevoli. In Ucraina, la guerra a bassa intensità tra il governo di Kiev e gli insorti filorussi nell’oriente del paese – che ha continuato a sobollire anche in questi mesi in cui l’attenzione dell’occidente era altrove – nelle ultime settimane ha visto un aumento importante nella violenza degli scontri e nel numero delle vittime, così come un peggioramento della retorica bellica delle due parti in conflitto. Gli scontri si sono verificati nella cittadina di Avdiivka, vicino a Donetsk, dove forze governative e ribelli si sono accusati l’un l’altro di aver iniziato l’attacco. I ribelli hanno detto che l’esercito ha occupato Avdiivka; l’esercito ha ribattuto che i ribelli da giorni bombardano postazioni militari e civili con razzi e mortai, creando una crisi umanitaria e forzando la popolazione all’evacuazione con temperature che sfiorano i meno venti gradi. Alla fine, le forze di Kiev sono avanzate di qualche posizione nella “zona grigia” che fa da cuscinetto tra le due aree in conflitto, e subito i ribelli hanno emesso un comunicato per chiedere l’aiuto internazionale non solo di Vladimir Putin – che di aiuti ne ha già forniti a piene mani, forse anche negli ultimi giorni, a giudicare dalle accuse degli ucraini – ma anche a Donald Trump.

 

Il Cremlino ha risposto immediatamente con un comunicato anti Kiev, mentre il dipartimento di stato, finora vicino al governo ucraino, ha chiesto un generico stop alle violenze, senza però prendere le parti di nessuna delle due forze in campo. L’ambasciatrice americana all’Onu, Nikki Haley, ha ricordato però il sostegno americano all’integrità territoriale dell’Ucraina. Il presidente ucraino Petro Poroshenko teme da mesi che il sostegno americano al suo paese, ora che alla Casa Bianca c’è Trump, sia sacrificato sull’altare dell’appeasement con i russi, e forse il momento in cui si scopriranno le vere intenzioni del presidente potrebbe essere vicino. Un brutto segnale è arrivato ieri anche dalla Nato. L’Alleanza atlantica ha annullato un incontro con i rappresentanti ucraini per coordinarsi su un nuovo sistema antimissile che sarà installato in Romania. La ragione dell’annullamento dell’incontro è evitare di irritare troppo il Cremlino.

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