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Ohibò, c’è una gara liberale a Parigi

Génération Libre, il think tank liberale di Gaspard Koenig, scrittore e intellettuale parigino trapiantato a Londra da oramai dieci anni, ha lanciato un barometro che passa in rassegna i programmi di tutti i candidati alle primarie dei Républicains per testare il loro grado di liberalismo.

12 Ottobre 2016 alle 06:09

Ohibò, c’è una gara liberale a Parigi

Nathalie Kosciusko-Morizet (foto LaPresse)

Chi sia il più liberale dei presidenziabili di Francia se lo chiedono tutti a Parigi, ora che il liberalismo è stato sdoganato a destra e sinistra anche nel paese più statalista d’Europa, ma nessuno aveva mai provato a dare una risposta accurata a questo proposito. Lo ha fatto ieri, per la prima volta, Génération Libre, il think tank liberale di Gaspard Koenig, scrittore e intellettuale parigino trapiantato a Londra da oramai dieci anni, lanciando un barometro che passa in rassegna i programmi di tutti i candidati alle primarie dei Républicains per testare il loro grado di liberalismo. Alla vigilia del primo dibattito televisivo che vedrà confrontarsi tutti i pezzi da novanta della destra neogollista – Nicolas Sarkozy, Alain Juppé, François Fillon, Bruno Le Maire, Jean-François Copé e Nathalie Kosciusko-Morizet – il fondatore di Génération Libre ha elaborato un barometro che permetterà di “comparare durante la campagna presidenziale le proposte dei differenti candidati e di giudicarle”.

 

Ambiente, fiscalità, funzione pubblica, società, sanità, diritto del lavoro, formazione, dialogo sociale, le proposte degli aspiranti presidenti saranno setacciate e giudicate da una giuria composta dallo stesso Koenig, da Delphine Granier, Grégoire Lucas, Edouard Fillias, Olivia Pénichou e da Mathieu Laine, economista e consigliere di fiducia di Emmanuel Macron, il portabandiera dell’ala liberale della gauche. “Le proposte dei candidati, in ogni categoria (in tutto sono 26, ndr), ricevono un voto sulla base di una scala che va da 1 a 100. Questi voti esprimono il grado di liberalismo di ognuno. La media dei voti fornisce il voto globale del candidato e permette di identificare qual è il programma più liberale”, ha spiegato Koenig al settimanale Point.

 

In questa gara in cui è la Thatcher e non più De Gaulle il modello politico di riferimento per il 2017, è Nathalie Kosciusko-Morizet, ex candidata sindaco a Parigi, a classificarsi in testa, per ora, lei che non ha mai nascosto la sua ammirazione per la “Lady di ferro”. Il tasso di liberalismo del suo pacchetto di proposte è al 65 per cento, secondo il barometro di Génération Libre, davanti all’ex primo ministro, François Fillon, 59, e Alain Juppé, il favorito dei Républicains, al 46. Chi finisce ampiamente fuori dal podio, al 39 per cento, è invece Sarkozy: l’unico candidato a non aver ancora capito che i francesi hanno bisogno di una ventata liberale.

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