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Per Erdogan l'attentato al matrimonio di Gaziantep è opera dello Stato islamico

50 morti e 70 feriti tra i curdi che festeggiavano in strada. Il kamikaze aveva solo 12 anni. Il sud est della Turchia è ancora preso di mira dagli attacchi terroristici.

22 Agosto 2016 alle 11:28

Per Erdogan l'attentato al matrimonio di Gaziantep è opera dello Stato islamico

Turchia, bomba a un ricevimento di nozze a Gaziantep (foto LaPresse)

Sabato sera una violenta esplosione ha devastato una strada in cui si celebrava un matrimonio curdo a Gaziantep, città turca al confine con la Siria. Nell'attentato suicida hanno perso la vita 51 persone. Altre 69 sono rimaste ferite, 17 di loro in modo grave. Almeno 22 delle vittime erano di età inferiore ai 14, ha detto un funzionario del governo. Sul luogo dell'attentato è stato trovato un gilet esplosivo. A indossarlo, ha annunciato ieri il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, un ragazzino di 12, massimo 14 anni. Secondo il capo di stato, dietro l'attacco kamikaze ci sarebbe lo Stato islamico: la città di Gaziantep, al confine con la Siria, dove i curdi combattono contro il Califfato, è nota per essere infiltrata da diverse cellule dell'Is.

 

I media turchi confermano che sono in corso gli esami autoptici e del dna per stabilire chi sia l'attentatore. Secondo le prime indiscrezioni pubblicate dal quotidiano Cumhuriyet, potrebbe trattarsi di un siriano, ma si indaga su possibili cellule cresciute a Istanbul o a Gaziantep stessa. Sempre secondo il giornale, il tipo di bomba utilizzata nell'attentato, fabbricata con esplosivo e schegge di metallo, è simile agli ordigni impiegati negli attacchi kamikaze sferrato contro i curdi nella città di confine di Suruc e alla stazione di Ankara l'anno scorso, entrambi collegati allo Stato islamico.

 

L'area a sud est della Turchia è stata bersaglio di numerosi attacchi in passato, sia di matrice islamista sia dei separatisti curdi. Ma lo Stato islamico ha colpito anche in altre zone del paese. A fine giugno tre kamikaze jihadisti hanno ucciso 44 persone all'aeroporto di Istanbul, mentre altre 40 sono morte in un attacco kamikaze ad Ankara a marzo, rivendicato questa volta da un gruppo curdo. Dopo il fallito golpe del 15 luglio, attentati di diversa matrice stanno colpendo il paese. Negli ultimi due giorni, due autobomba sono state lanciate contro due diverse stazioni della polizia, con un bilancio di sei morti e oltre 200 feriti.

 


Gli attentati in Turchia da luglio 2015


 

Mahmut Togrul, un deputato locale, ha detto al Guardian che gli invitati erano in gran parte sostenitori del partito democratico pro-curdo (HDP): "Il matrimonio non era un bersaglio casuale: questo attacco è stato una vendetta contro i curdi”. L’Isis - come ha sempre fatto in Turchia - non ha rivendicato l'attacco. Gli uomini del Califfato hanno recentemente perso alcune aree del territorio a nord della Siria a causa degli attacchi portati dai combattenti curdi siriani. Alcuni analisti hanno sottolineato come questa sia una motivazione plausibile per l’attentato. I media turchi hanno inoltre riferito che cellule locali dello Stato islamico avevano precedentemente considerato la possibilità di realizzare un attentato a un matrimonio di sostenitori del PKK, proprio nella cittadina di Gaziantep. Il quotidiano turco Gazete Duvar ha ricordato che Yunus Durmaz, un presunto ex capo di una cellula Isis in Turchia, ha affermato di essere uno dei progettisti dei due attentati suicidi contro una manifestazione pacifista ad Ankara nell’ottobre 2015 e aveva suggerito un assalto del genere a un suo contatto jihadista in Siria.

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