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Il testamento di Brahim: "Non voglio finire in cella al fianco di Salah"

Uno dei fratelli el Bakraoui agì nell'aeroporto di Zaventem. L'altro, Khalid, nella metro. Ancora da identificare il secondo kamikaze del terminal mentre Najim Laachraoui resta in fuga. Nomi e identikit dei tre uomini dietro l'assedio di Bruxelles. Per la Farnesina potrebbe esserci una vittima italiana

 

23 Marzo 2016 alle 09:02

Il testamento di Brahim: "Non voglio finire in cella al fianco di Salah"

Il procuratore federale belga ha detto in conferenza stampa che uno solo degli attentatori dell'aeroporto di Zaventem è stato finora identificato. Si tratta di Brahim el Bakraoui, 30 anni, "di nazionalità belga". Il fratello Khalid, invece, è l'attentatore della metro di Maelbeek. Prima di morire, ha continuato il procuratore, Brahim ha lasciato una sorta di testamento, in cui affermava di sentirsi braccato, di "non sapere più che fare" e "di essere ricercato dappertutto. "Non voglio finire nella cella affianco a quella di Salah Abdeslam", ha aggiunto Brahim. Nell'appartamento dei due fratelli di Schaerbeek, la polizia ha ritorvato il resto dell'arsenale: 15 chilogrammi di esplosivo, acqua ossigenata e acetone.

 

Fonti della polizia hanno sostenuto che i due erano già noti per "serie attività criminali", uno dei due forse anche per connessioni con il terrorismo. Il terzo uomo, quello sulla destra dell'immagine diffusa ieri, sarebbe invece Najim Laachraoui che, contrariamente a quanto riferito da alcuni media belgi che parlavano di un suo arresto stamattina, è ancora in fuga. In realtà il soggetto fermato oggi ad Anderlecht sarebbe un altro sospetto, coinvolto negli attentati. Najim è considerato l'artificiere della batteria di attentatori di Parigi ed era latitante da allora insieme a Mohammed Abrini. Secondo le prime ricostruzioni, i tre sarebbero arrivati all'aeroporto in taxi.

 


Najim Laachraoui


 

I due avevano legami stretti con l’attentatore di Parigi Salah Abdeslam e facevano parte della criminalità locale. Khalid e Brahim erano i due fuggitivi del raid dell'appartamento di Forest di martedì 15 marzo, da dove era passato anche Salah come dimostravanono le tracce di Dna rinvenute dagli inquirenti sul vetro di una finestra dell'appartamento. I due, sospetta la polizia, avevano affittato l'abitazione a Salah. Su Khalid el Bakraoui la polizia belga aveva aperto un fascicolo per vari furti d’auto; ben più gravi i precedenti del fratello Brahim, che nel 2010 aprì il fuoco con un kalashnikov contro una volante della polizia.

 

Intanto la Farnesina ha comunicato che è molto probabile che ci sia un'italiana tra le vittime degli attentati di Bruxelles, che sarebbe deceduta nell'attentato alla metropolitana di Maelbeek. Il capogruppo di Ap alla Camera, Maurizio Lupi, al termine del vertice a Palazzo Chigi con il presidente del Consiglio, ha spiegato che si tratterebbe di una donna, "ma purtroppo la violenza dell'esplosione in metropolitana non ha consentito ancora l'identificazione. Sono quindi in corso verifiche per il riconoscimento ufficiale".

 

Gli strascichi degli attentati di martedì si avvertono anche nel mondo dello sport belga. L'amichevole in programma per martedì 29 marzo allo stadio Re Baldovino di Bruxelles è stata spostata e, per motivi di sicurezza, sarà giocata in Portogallo, a Leira.

 

Questo articolo è stato aggiornato alle 13:46 di mercoledì 23 marzo

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