Donald Trump (foto LaPresse)

Trump sotto pressione, Hillary prende appunti

“Trump difende la misura del suo pene”, titolava a caldo la Cnn, senza esagerare: questo è l’esordio del dibattito repubblicano di Fox News. Poi una sontuosa Megyn Kelly ha messo all'angolo Donald.

E così nella campagna elettorale è arrivato anche il momento in cui i candidati hanno fatto gara a chi ce l’ha più lungo, fuor di metafora. “Trump difende la misura del suo pene”, titolava a caldo la Cnn, senza ombra di esagerazione. Perché l’esordio del dibattito repubblicano di Fox News da Detroit è stato esattamente questo: Donald Trump mostra le ormai proverbiali mani al pubblico e domanda: “Vi sembrano piccole?”. E, rivolgendosi a Marco Rubio, “si è riferito alle mie mani dicendo ‘se sono piccole, qualcos’altro dev’essere piccolo’, ma vi garantisco che non c’è problema. Garantisco”. Gli avversari hanno fatto gné-gné, specchio-riflesso e poi il dibattito è iniziato, ma senza mai perdere la sensazione di essere a metà strada fra una caserma e il bagno di una scuola media maschile chiaramente trasmesso nell’incipit. Il florilegio di insulti e risposte per le quali non era stata formulata alcuna domanda non è mancato.

 

[**Video_box_2**]E’ stato probabilmente il peggior dibattito di Trump, messo in difficoltà dagli avversari – Ted Cruz lo ha fronteggiato con il piglio efficace dell’inquisitore, John Kasich con l’appeal del buonsenso; solo Marco Rubio era stanco e giù di corda, come se avesse somatizzato il soprannome “Little Marco” – ma soprattutto da una monumentale Megyn Kelly, che ha incalzato con disciplina, perfetto self-control e padronanza dei fatti l’uomo che l’aveva coperta di ignobili volgarità. Sfortunatamente per lei, Trump fin qui ha dimostrato di riuscire a eludere la testardaggine dei fatti rifugiandosi nel Trump-spazio dove il principio di contraddizione non attecchisce. Ha cambiato posizione sull’immigrazione, dicendo che la porta è aperta per gli immigrati più qualificati, ha detto che “tutto è negoziabile”, il suo punto di forza è “la flessibilità”, si è trasformato in paladino del rapporto cronista-fonte per evitare di dover rilasciare la famosa conversazione off the record del New York Times, nella quale peraltro direbbe quello che ieri sera ha confermato.

 

Trump ha reiterato anche l’idea di reintrodurre il waterboarding “e pure peggio”, nonché la convinzione che i generali eseguiranno i suoi ordini anche se questi contraddicono la legge. Da qualche parte il team di Hillary Clinton metteva già insieme gli spot elettorali. Kasich ha avuto un’ottima serata, ma difficilmente basterà per cambiare la corsa. Fox ha concluso con la domanda del “pledge”, la richiesta ai candidati di dichiarare il loro impegno a sostenere il candidato che otterrà la nomination. Tutti hanno confermato, facendo sbiadire un po’ l’hashtag #NeverTrump.

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