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Salari alti, tasse basse e meno welfare: la formula di Osborne per rilanciare il Regno Unito. Una destra che ragiona

Senza il guinzaglio della coalizione e con un’opposizione che si sta dilaniando, il cancelliere dello Scacchiere britannico, il conservatore George Osborne, si è permesso di tutto, ieri, nel presentare il Budget dell’estate.

9 Luglio 2015 alle 10:34

Salari alti, tasse basse e meno welfare: la formula di Osborne per rilanciare il Regno Unito. Una destra che ragiona

George Osborne illustra il Budget dell’estate alla Camera dei Comuni (foto LaPresse)

Milano. Senza il guinzaglio della coalizione e con un’opposizione che si sta dilaniando, il cancelliere dello Scacchiere britannico, il conservatore George Osborne, si è permesso di tutto, ieri, nel presentare il Budget dell’estate: ha parlato per più di un’ora (e un po’ ci siamo abituati), ha fatto l’elenco di misure economiche più lungo della sua carriera, ha randellato un po’ il big government e ha tirato “un coniglio fuori dal cilindro” che i laburisti sono quasi morti stecchiti, e non per le solite ragioni. Il cancelliere dello Scacchiere è un politico finissimo – più di quanto sia un fine economista, sostengono i suoi detrattori – e la sorpresa della giornata è stata studiata apposta per levare argomenti ai laburisti, che in questa fase ne hanno pochi, ma che in genere sul tema sono molto agguerriti: Osborne ha aumentato il salario minimo ai lavoratori oltre i venticinque anni di età (al momento dell’annuncio, il ministro del Lavoro Iain Duncan Smith che da tempo implorava Osborne di farlo ha alzato i pugni in segno di vittoria e ha fatto un sorriso/ghigno che è diventato subito virale). A partire dal 2016 il salario minimo passerà da 6,5 sterline all’ora a 7,2, e in prospettiva arriverà fino a 9 entro il 2020: due milioni e mezzo di inglesi, ha detto Osborne, si ritroveranno con un salario più alto.

 

Roba da Ed Miliband o Gordon Brown, dicevano ieri molti commentatori di sinistra, indecisi se provare a esultare o comunque disperarsi, e in effetti l’ispirazione da Chicago University è parecchio lontana da questa misura, ma serve a Osborne per annientare il Labour e fare dei Tory il partito “blue collar” tanto sognato. Come ha scritto il Financial Times, questo “radical Tory Budget” incarna la scommessa conservatrice di creare un’economia “salari alti, tasse basse e welfare tagliato”. Indossando “il mantello dell’amico dei lavoratori”, dice sul Times Philip Webster, Osborne ha alzato la soglia in cui si gode dell’esenzione delle tasse a 11 mila sterline l’anno (e aumenterà), e anche il tetto di chi paga l’aliquota al 40 per cento è stato alzato. La corporate tax è stata di nuovo tagliata e arriverà al 18 per cento per il 2019-’20, confermando il percorso di competività incominciato dai Tory già nello scorso mandato. Se i tagli previsti al welfare sono stati rallentati – il surplus di bilancio è previsto ora per il 2019-’20, un anno più tardi rispetto a quanto era stato annunciato a marzo, e i tagli ai ministeri sono stati più leggeri del previsto – sono comunque molto duri: come ha scritto (inorridita) Polly Toynbee sul Guardian, lo stato inglese sarà, in proporzione al pil, più piccolo di quello americano entro il 2019 (è già 10 punti percentuali in meno rispetto a quello tedesco, per dire).

 

[**Video_box_2**]Il marchio di Osborne, con il salario minimo alzato e tagli alla spesa in progressione, non è piaciuto ai conservatori liberisti (il nemico non è il Labour, è il sindaco di Londra Boris Johnson, scrive Rob Hutton su Bloomberg analizzando tutte le battute di Osborne), ma il progetto di questo governo, ha detto il cancelliere, è ambizioso: aiutare i lavoratori a cullare un “sogno britannico”, stimolare la crescita con il taglio alle tasse e ricostruire il rapporto tra i cittadini e lo stato. Una destra che ragiona, insomma.

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