Cameron vuole allargare in Siria la missione contro lo Stato islamico

Il Regno Unito per ora è operativo solo in Iraq, ma è “illogico” non colpire la Siria: il confine del jihad non c’è. Quell’ultima domanda.

3 Luglio 2015 alle 06:15

Cameron vuole allargare in Siria la missione contro lo Stato islamico

Il premier inglese David Cameron (foto LaPresse)

Milano. Il ministro della Difesa britannico, Michael Fallon, è andato mercoledì alla Camera dei Comuni a dire che è “illogico” il fatto che l’Air Force conduca una campagna aerea contro lo Stato islamico soltanto in Iraq, perché i terroristi “non si differenziano tra Siria e Iraq”. Nel settembre scorso, il Parlamento inglese aveva votato a favore della partecipazione del paese alla coalizione internazionale contro il Califfato per bombardamenti esclusivamente in Iraq, e per ora non è previsto un voto su un eventuale allargamento della missione alla Siria (tra i membri della Nato bombardano in Siria soltanto gli americani e i canadesi). Ma le dichiarazioni di Fallon hanno riaperto il dibattito nel Regno Unito, inacidito da quel che è avvenuto sulla spiaggia tunisina venerdì scorso, decine di turisti uccisi, soprattutto inglesi, da un ragazzo addestrato al jihad.

 

Come ha sottolineato la Bbc, si tratta di una mossa politica oltre che militare: il grande apporto che il Regno Unito dà alla missione internazionale è in termini di intelligence, i suoi aerei – che si alzano in volo tutti i giorni in Iraq, ma soprattutto per raccogliere informazioni – hanno strumenti sofisticati per capire che cosa avviene sul campo, e se volassero anche in Siria questa mole di dati potrebbe riguardare questo terreno tanto complesso. Al netto di eventuali allargamenti anche dei mezzi messi a disposizione, il messaggio del governo Cameron è politico ed è rivolto soprattutto agli americani, alleati da “special relationship” molto bravi nelle parole e poi molto meno volenterosi nel definire una strategia che davvero possa distruggere lo Stato islamico. Con la domanda cui anche Londra sa di dovere, prima o poi rispondere: che cosa facciamo con il regime di Damasco?

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