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Obama attacca le “conversioni etero” per affermare la teoria del gender

Le regole sessualmente corrette della Casa Bianca. I promotori della teoria del gender da anni si battono contro la medicalizzazione dell’identità sessuale.

12 Aprile 2015 alle 06:52

Obama attacca le “conversioni etero” per affermare la teoria del gender

Barack Obama (foto LaPresse)

New York. La Casa Bianca ha dichiarato ufficialmente la sua opposizione alle terapie per la conversione dell’identità sessuale, le sedute di analisi per riportare all’eterosessualità chi si sente omosessuale oppure per ricalibrare l’identità di genere secondo i tratti biologici dell’individuo. I promotori della teoria del gender da anni si battono contro la medicalizzazione dell’identità sessuale o qualunque tentativo di costringere le persone ad abbracciare una sessualità che non sentono propria, e alcuni stati  hanno messo fuori legge i trattamenti per la “riconversione”, almeno per i minorenni. Barack Obama non proporrà un decreto esecutivo in materia né chiederà al Congresso una legge che metta al bando la pratica a livello federale; più semplicemente si limita a manifestare il suo sostegno alle iniziative legali locali per screditare definitivamente un metodo che ritiene antiscientifico e discriminatorio. La superconsigliera Valerie Jarrett ha spiegato sul sito della Casa Bianca che il presidente ha preso la decisione dopo aver saputo della vicenda tragica di Leelah Alcorn, diciassettenne transessuale che si è suicidato di recente. Alcorn era nato maschio ma si sentiva femmina, e la nota che ha lasciato prima di gettarsi sotto un camion era piena di risentimento verso i terapisti che hanno cercato di raddrizzare la sua condizione. “Questa sera da qualche parte in America un giovane, diciamo un giovane uomo, farà fatica ad addormentarsi, lottando da solo con un segreto che custodisce da quando ne ha memoria. Presto, forse, deciderà di svelare quel segreto. Quello che succederà dopo dipende da lui, dalla sua famiglia, dai suoi amici, dagli insegnanti e dalla comunità a cui appartiene. Ma dipende anche da noi, dal tipo di società che vogliamo, dal tipo di futuro che costruiamo”, si legge nella nota della Casa Bianca.

 

Esistono ottime ragioni per dubitare delle terapie di riconversione e di ogni altro espediente medico per ricalibrare le inclinazioni sessuali altrui senza tuttavia appellarsi alla teoria del gender, ma la decisione di Obama è il segmento di un più lungo arco ideologico che abbraccia il sostegno al matrimonio omosessuale, la protezione dei dipendenti federali gay e la loro ammissione nell’esercito, oltre che l’indistinzione sessuale come principio sacro, peraltro ben simboleggiato nella decisione di installare alla Casa Bianca un bagno neutrale, senza genere, per chi non si sente a proprio agio a usare tanto la toilette dei maschi quanto quella delle femmine. Il diritto all’autodeterminazione della propria identità sessuale è quello che la Casa Bianca si cura di difendere, e attacca chi tenta di manipolare le menti di giovani confusi con argomenti tradizionali, di solito motivati religiosamente. Obama non prende però in considerazione il caso opposto, quello dei medici, degli attivisti, degli operatori sanitari che spingono i ragazzi confusi a cambiare sesso o a provare altre inclinazioni. Il dottore che per primo ha messo scientificamente in pratica i dettami della teoria del gender, suggerendo ai genitori di David Reimer di tramutarlo chirurgicamente in donna, dopo che un errore chirurgico gli aveva fatto perdere il pene. Soltanto che Reimer, diventato Brenda, ha continuato a sentirsi un maschio, nonostante gli ormoni  e il suo nuovo aspetto. E’ finito in uno stato di depressione e schizofrenia che ha intaccato l’intera famiglia, inducendo il fratello gemello a buttarsi sulla droga (è poi morto di overdose) e la madre a tentare il suicidio. Reimer si è fatto rioperare per tornare a essere David, ma ormai era tutto compromesso: si è suicidato a 38 anni, e chi lo conosceva meglio ha detto che ha resistito più a lungo di quanto chiunque avrebbe immaginato. Come quello del diciassettene suicida, anche questo non è un caso isolato, ma il frutto di teorie che postulano la correzione chirurgica come liberazione dalle costrizioni della biologia, forme di riappropriazione di sé da promuovere e offrire. Mentre Obama si oppone alle terapie (che non sono chirurgiche né farmaceutiche) di conversione all’eterosessualità, la sua riforma sanitaria offre copertura obbligatoria alle spese per il cambio di sesso, ché la legge non tollera il diniego di servizi sanitari per una “pre-existing condition”.  Le cure fondamentali devono essere accessibili a tutti, dice la legge. Cosa sia una cura fondamentale e cosa un sopruso antiscientifico lo decide la Casa Bianca.

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