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Biden e Xi si parlano. È un inizio

Redazione

Oppiodi e intelligenza artificiale i temi comuni che verranno affrontati nel bilaterale. Ma manca una fiducia strutturale

Ieri il New York Times faceva notare come la Casa Bianca sia stata molto attenta a ciò che il presidente cinese Xi Jinping vede dalla sua finestra nell’hotel di San Francisco: il cerimoniale in bilaterali di questo livello è preciso al dettaglio, è più “una danza diplomatica” che un incontro. E quindi se fuori dalla sua finestra Xi Jinping riuscisse a vedere le proteste contro di lui (o al contrario, i suoi sostenitori) sarebbe un messaggio politico che l’America sta mandando alla Cina. Ci sono bassissime aspettative per questo bilaterale che il presidente americano Joe Biden e il leader cinese Xi avranno oggi a margine del vertice Apec. Nessuno si aspetta che si risolvano temi come lo spionaggio massiccio da parte della Cina, la disinformazione, la vicinanza di Pechino a paesi aggressivi come Russia e Iran, tanto meno le misure economiche messe in campo dalla Casa Bianca per limitare il progresso tecnologico di Pechino. La minaccia del decoupling, del disaccoppiamento, è superata, ormai anche in America si parla solo di de-risking, di abbassare il rischio, ma come?

Il fatto che si tenga, questo bilaterale, è già una buona notizia: vuol dire che la seconda economia del mondo ha bisogno di parlare con l’America, nonostante nella propaganda ufficiale  ritenga il paese la causa di tutti i mali del mondo. Adesso Biden vuole provare ad allargare le finestre di dialogo – Pechino a tutt’oggi rifiuta il dialogo militare diretto con gli Stati Uniti. Le due potenze parlano di cambiamenti climatici, e ieri è circolata la notizia che la Cina ha accettato di controllare le aziende che esportano sostanze chimiche utilizzate per produrre il fentanyl in America, in un accordo che vedrà la luce oggi e che Biden chiede da tempo – la crisi degli oppioidi in America esiste anche perché il materiale per produrli viene dalla Cina. Secondo il South China Morning Post ci sarà anche un altro accordo, che limiterà l’uso dell’intelligenza artificiale nei sistemi di controllo delle armi nucleari. E’ un inizio. Ma anche un anno fa era iniziato, e poi finito con un pallone-spia abbattuto sui cieli americani.

 

 

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