L'ultima estate di Alitalia

Maria Carla Sicilia

"Positivo" l'incontro tra Giorgetti, Franco e Vestager. C'è l'intesa sui “parametri chiave” della discontinuità economica tra Ita e Alitalia, ma continuano i confronti tecnici. Decollo possibile subito dopo l'estate

Ita non vedrà la luce in estate, ma il suo decollo oggi sembra molto più vicino. Dopo l’incontro di ieri tra la vicepresidente della Commissione europea Margrethe Vestager e i ministri Giancarlo Giorgetti e Daniele Franco, il clima delle trattative è tornato più disteso. Anche se diversi dettagli tecnici saranno ancora oggetto di confronto, sui “parametri chiave” della discontinuità economica tra Ita e Alitalia le parti hanno fatto sapere di avere trovato un’intesa. A cominciare dal delicato tema del logo: come ha dichiarato Giorgetti a margine dell’incontro, la nuova compagnia potrà partecipare alla gara per il marchio di proprietà di Alitalia. Il che non è propriamente garanzia di riuscire a mantenere lo storico logo, ma consente almeno di provarci. Nulla invece è trapelato sugli altri nodi da sciogliere, dalle attività di handling e manutenzione agli slot di Linate. Su questi punti “i contatti continueranno ora a pieno ritmo a livello tecnico”, hanno fatto sapere da Bruxelles nel tardo pomeriggio, aggiungendo che “la Commissione sostiene gli sforzi dell’Italia per preparare quanto prima il lancio di Ita come nuovo e vitale attore di mercato in linea con le norme Ue”. 


Così, dopo il primo rinvio di aprile e il secondo rinvio di luglio, ora il debutto del nuovo vettore sembra destinato a scavalcare l’estate. Il ministro Giorgetti ha fatto cenno alla possibilità che Ita sia operativa già ad agosto, ma come ha detto un mese fa l’amministratore delegato Fabio Lazzerini in audizione, dall’eventuale via libera di Bruxelles servirebbero 60-90 giorni circa alla nuova compagnia per entrare nella piena operatività. Lasciare scoperti i prossimi mesi è un rischio che non si può correre, per questo sembra più probabile che Ita possa muovere i suoi primi passi verso settembre, lasciando alla zoppicante Alitalia la stagione estiva.


Quello che è certo, almeno nelle intenzioni del governo, è che le condizioni di mercato che la Commissione europea chiede di rispettare servano a garantire la sostenibilità economica della nuova compagnia. Su questo punto sono tornati ieri in più momenti sia Giorgetti sia Franco, quasi a voler dire che le richieste che saranno accettate – o al contrario, quelle che non possono essere rifiutate – serviranno a rendere più forte la nuova Alitalia.  Ita “deve essere un’azienda che dimostra di poter stare sul mercato. Questo è quello che chiede la Commissione europea, ma che vuole anche il governo italiano”, ha detto Giorgetti.  Come ha spiegato ai deputati il ministro Franco poche ore prima dell’incontro con Vestager, a cui ha partecipato in collegamento da Roma, “l’obiettivo è restituire al paese un vettore nazionale di trasporto aereo capace di assicurare i collegamenti interni e al di fuori dei confini nazionali, di garantire lo sviluppo dell’operatività e dell’occupazione operando a condizioni di redditività tali da generare un ritorno economico per l'azionista pubblico”. Un vettore che però sarà inevitabilmente più leggero, perché la discontinuità e la sostenibilità economica passano anche dalla riduzione del perimetro operativo. Questo vuol dire diminuire le rotte, la flotta e anche le attività collegate, con la conseguenza inevitabile di andare incontro a diverse migliaia di esuberi, circa cinquemila. Su questo, una volta conclusa la trattativa con Bruxelles, si dovrà concentrare lo sforzo del governo. I sindacati, che seguono con tribolazione questa lunga gestazione, hanno già confermato il prossimo sciopero per il 18 giugno. “Deve essere chiaro una volta per tutte se vogliamo o no una compagnia di bandiera all’altezza delle concorrenti degli altri paesi europei”, hanno commentato ieri sera i segretari di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti, “che faccia gli interessi economici italiani senza fare macelleria sociale lasciando senza lavoro migliaia di lavoratrici e lavoratori”. 
 

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  • Maria Carla Sicilia
  • Nata a Cosenza nel 1988, vive a Roma da più di dieci anni. Ogni anno pensa che andrà via dalla città delle buche e del Colosseo, ma finora ha sempre trovato buoni motivi per restare. Uno di questi è il Foglio, dove ha iniziato a lavorare nel 2017. Praticante da luglio 2020.