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Torna l'Hummer in versione ecologica

È stato per anni il simbolo di una certa America. Poi i consumi elevati di benzina avevano convinto Gm a ritirarlo del mercato. Ora viene riproposto. Ma con un motore elettrico

15 Gennaio 2020 alle 19:31

Si, può fare! No, il professor Frederick Frankenstein non c'entra niente. Né il genio di Mel Brooks. Lo slogan, però, è perfetto per salutare il ritorno dell'Hummer la spettacolare camionetta derivata da un veicolo militare, che consumava 18 litri di benzina ogni 100 chilometri e che, proprio per questo, dieci anni fa fu tolta dalla produzione.

  

Oggi General Motors la ripropone, ma con motore elettrico. La notizia è stata data dal Wall Street Journal. A produrre il nuovo Hummer sarà la Gmc: divisione della General Motors specializzata in Suv, camionette e furgoni. Sarà in vendita dal 2022, ma la pubblicità apparirà già il 2 febbraio, durante il prossimo Super Bowl. Testimonial, il campione di basket LeBron James. 

 

  

Icona del primo decennio del XXI secolo, la macchina “esagerata” che derivava da un adattamento civile dell’Humvee era stata tolta dal mercato dalla General Motors dopo che all’ultimo momento i cinesi della Sichuan Tengzhong Heavy Industrial Machinery Co. si erano tirati indietro dall’operazione che avrebbe potuto assicurare il salvataggio delle linee di produzione. Gli ultimi 2200 esemplari rimasti in magazzino negli Stati Uniti erano stati svenduti con sconti fino ai 6000 dollari e finanziamenti agevolati a tasso zero. Ma già da tempo i crescenti costi di mantenimento avevano imposto sostanziosi incentivi all’acquirente, e in Missouri era diventato famoso un concessionario che regalava, a chi acquistava la vettura, un fucile da caccia da 2000 dollari.

 

L’Humvee (High Mobility Multipurpose Wheeled Vehicle) era un “veicolo a ruote ad alta mobilità polivalente militare”, creato nel 1984 per i ruoli già affidati alle jeep, e prodotto dalla Am General di South Bend, Indiana. Nel 1992 la Am General ebbe l’idea di farne una versione civile col marchio Hummer, poi passato nel 1999 alla General Motors, anche se la Am General continuò a occuparsi della fabbricazione. Il primo modello era stato l’H1. Velocità massima di 135 chilometri all'ora, peso di 3428 chili, motore V8 turbodiesel da 6,5 litri, 205 CV a 4.400 giri al minuto con una coppia massima di 596 Nm a 1.800 giri al minuto. Dal 2005 l’H1 aveva avuto una seconda serie con un motore V8 da 6,6 litri e 300 CV (221 kW): velocità 140 chilometri all'ora, accelerazione da 0 a 100 chilometri all'ora in 13,5 secondi. Con circa 4 chilometri al litro di consumo, però, malgrado i 195 litri del serbatoio assicurassero una certa autonomia, il rincaro del petrolio mise l’H1 fuori mercato, e dal 2006 cessò la produzione civile.

  

 

Icona di una certa America, l’H1 appare anche in una puntata dei Simpson. Intanto, nel 2003, era stato lanciato l’H2, derivato dai pick-up Chevrolet. In due versioni, prodotte fino al 2007: Suv e Sut. Entrambe con un 6.0 V8 a benzina da 322 CV (237 kW) e 49 kgm di coppia a 4.000 giri al minuto, velocità 150 chilometri all'ora, accelerava da 0 a 100 in 10,2 secondi. L’aggiornamento del 2007 aveva dato all’H2 un motore più potente, da 6,2 litri. Usato nella popolare serie Csi Miami, era protagonista anche della saga Transformers, dove si trasformava in Autobot Ratchet. Ma con una massa a vuoto oltre i 2900 chili, il consumo era restato di 30 litri ogni 100 chilometri.

  

Nel 2006 era infine nata l’H3, appunto per venire incontro alle emergenti esigenze di maneggevolezza e economicità. 4.742 mm in lunghezza per 1.896 in larghezza e 1.893 in altezza, 2.194 chili, motore 5 cilindri a benzina di 3.700 cc per 245 CV. Arrivava a 180 km/h, ma quando il petrolio arrivò oltre i 70 dollari al barile divenne a sua volta incomprabile.

 

In effetti già nel 2010 si era parlato della Raser Tecnhology, che con una H3 aveva realizzato un prototipo ibrido Plug-In in grado di fare 60 chilometri in modalità totalmente elettrica. I maligni dissero che Gm aveva preferito far sparire l'Hummer piuttosto che cederlo a un concorrente per farlo diventare un veicolo ecologico. Un decennio dopo, è la stessa Gm a tentare la scommessa.   

Maurizio Stefanini

Romano, classe 1961, maturità classica, laurea in Scienze Politiche alla Luiss, giornalista dal 1988. Moglie, due figli. Free lance impenitente, collabora col Foglio dalla fondazione. Di formazione liberale classica, corretta da radici contadine e da un'intensa frequentazione del Terzo Mondo. Specialista in America Latina, Terzo Mondo, movimenti politici comparati, approfondimenti storici. Ha pubblicato vari libri, tra cui “I nomi del male”, ritratto dei leader dell’asse del Male, "Ultras - Identità, politica e violenza nel tifo sportivo da Pompei a Raciti e Sandri", "Da Omero al rock. Quando la letteratura incontra la canzone" e ultimo "Alce Nero un «beato» tra i Sioux". Parla cinque lingue; suona dieci strumenti (preferito, fisarmonica).

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