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Borse incerte. In bilico la seconda edizione del Quantitative easing

I falchi della Bce scettici sul nuovo programma di riacquisti. Attesa per la nomina di Gentiloni a commissario europeo per gli Affari economici

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marchesano@ilfoglio.it

10 Settembre 2019 alle 12:06

Borse incerte. In bilico la seconda edizione del Quantitative easing

Milano. Nel giorno in cui si attende l'ufficializzazione della nomina di Paolo Gentiloni a commissario europeo per gli Affari economici (la presidente della commissione europea, Ursula von der Leyen, presenterà al lista dei commissari nella tarda mattinata), Piazza Affari si muove in territorio negativo (il Ftse Mib perde lo 0,5 per cento) in scia con le altre Borse europee rese incerte da un mix di fattori, che vanno dal persistente rischio geopolitico legato all'hard Brexit alle attese per la riunione della Bce del 12 settembre il cui esito non è scontato. Lo spread Btp-Bund si mantiene sopra i 150 punti base con i rendimenti dei titoli di stato decennali allo 0,95 per cento. Bene intonati sono i titoli bancari perché tra gli investitori si sta diffondendo la convinzione che la Banca centrale europea potrebbe mettere in campo azioni volte a smussare l'effetto erosione che i tassi di deposito negativi produce sui loro utili.

 

Per il resto, però, l'umore dei mercati a 48 ore dal meeting dell'Eurotower fa trapelare un certo nervosismo visto che, come spiegano anche alcuni analisti, i "falchi" del board potrebbero ostacolare decisioni di politica monetaria troppo espansive. Insomma, c'è i timore che alla fine il "bazooka" di Mario Draghi possa non essere schierato nella misura sperata. In particolare, a rischio sarebbe la seconda edizione di Quantitative easing sulla quale membri di paesi rigoristi come Austria e Belgio avrebbero già espresso la loro contrarietà all'interno del board. 

 

Nel complesso, resta l'attesa per un cambio di passo nella retorica della Bce stimolata dalle recenti dichiarazioni della futura presidente, Christine Lagarde. Come spiega Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte Sim, in prospettiva la banca centrale potrebbe diventare una People's Bce, il cui primo passo sarà quello di varare un pacchetto di misure finalizzato soprattutto a smussare gli effetti collaterali delle manovre non convenzionali finora adottate. Insomma, l'immissione di liquidità potrebbe essere un obiettivo meno centrale rispetto al passato.

 

Allo stesso tempo, però, l'attesa per una nuova tornata di prestiti agevolati alle banche (i cosiddetti Tltro) e per un nuovo programma di Qe esteso a nuove categorie di titoli, è molto alta e da tempo i prezzi di mercato degli asset inglobano tale possibilità così come la generale riduzione degli spread sovrani dell'area euro è stata spinta da questa aspettativa che, se non dovesse realizzarsi, potrebbe produrre qualche scossone.

Mariarosaria Marchesano

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