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Troppa incertezza per comprare casa

10,8 per cento ad aprile. Le ragioni del calo delle domande di mutuo

17 Maggio 2019 alle 20:48

Troppa incertezza per comprare casa

Foto Imagoeconomica

Nel mese di aprile le domande di mutui per l’acquisto di abitazioni sono diminuite del 10,8 per cento, calo che conferma e appesantisce la frenata registrata nel primo trimestre dell’anno (-7,9 per cento). Il dato – diffuso venerdì dal sistema di informazioni creditizie Crif – risulta sorprendente rispetto all’aumento di compravendite immobiliari emerso nel 2018 che è stato sostenuto dalla progressiva riduzione dei prezzi e dalle condizioni favorevoli dei tassi per l’accesso ai mutui bancari. Come si spiega, allora, il calo delle richieste di prestiti? “Con il concorso di due fattori – dice al Foglio Stefano Rossini, amministratore delegato di Mutui Supermarket – da un lato sta diminuendo in maniera sensibile il numero di persone che decide di 'rottamare' il proprio mutuo, contratto magari anni fa a condizioni peggiori rispetto alle attuali, e dall’altro c’è una percezione di incertezza economica che sta pesando sulle decisioni di spesa delle famiglie. La scelta di comprare una casa è determinata dalle prospettive reddituali di medio-lungo termine e di fronte alle previsioni di un peggioramento dell’economia del paese, si preferisce rinviare”. Per alcuni anni la lievitazione delle surroghe – cioè il trasferimento del mutuo a un’altra banca – ha di fatto gonfiato la domanda dei prestiti arrivando a rappresentarne più di un terzo. Questo fenomeno sta, però, progressivamente scemando a causa di tassi d’interesse ai minimi storici che rendono abbastanza omogenea l’offerta delle banche e nel complesso si è ridotto lo “stock” di mutui per i quali il cambio può risultare ancora conveniente.

 

Questa tendenza è confermata anche dai dati di Assofin, secondo cui la liquidità erogata dalle banche per i mutui nel primo trimestre del 2019 è calata del 6 per cento. “Il calo nell’erogato ci dice anche che probabilmente stanno diminuendo le compravendite immobiliari che, invece, lo scorso anno erano in aumento – prosegue Rossini – E in un contesto di mercato in cui il costo del denaro è ancora molto basso e i prezzi delle case sono fermi con un elevato stock di invenduto, l’unica ragione che vedo per rinunciare o rinviare l’acquisto è quella di un sentiment negativo rispetto alla tenuta della propria capacità reddituale”.

Redazione

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