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Centotrentatré a 0,2

Così è finita la partita tra maggiori spese e scarsa crescita nel Def della realtà

13 Aprile 2019 alle 06:00

Centotrentatré a 0,2

Giovanni Tria (foto LaPresse)

Centotrentatré a 0,2. Sono i risultati (auspicati) del governo del cambiamento certificati nel Documento di economia e finanza, non dagli euroburocrati o dagli economisti “che non ci prendono mai”, ma approvati dall’esecutivo gialloverde. Se fosse il punteggio di un qualsiasi sport entrerebbe nel Guinnes dei primati. Perché il Def sarà sì al momento un documento vuoto e “salvo intese” come da abitudini; ma sulle grandi cifre fa chiarezza e bisogna ringraziare dell’onestà il ministro Giovanni Tria. Queste cifre dicono che a fronte di 133 miliardi di maggiori spese tra il 2019 e il 2021 avremo quest’anno, e nella migliore delle ipotesi, lo 0,2 di crescita. Due decimali di pil, 3,5 miliardi. Poiché l’impegno di maggiore spesa è proiettato su tre anni, è però logico verificare quanto ci si aspetta di crescita nello stesso periodo: dopo lo 0,2 del 2019 altro 0,7 nel 2020 e altrettanto nel 2021, totale 1,6 di crescita (un decimale meno della crescita 2017), 28 miliardi di pil. Vale a dire che il rapporto tra risultato e spesa prevista è di poco superiore allo zero: 0,21.

 

Se il bilancio gialloverde fosse quello di un’impresa, anche un bar, si manderebbero a casa gli amministratori: invece si tratta di soldi pubblici gettati nella fornace del cambiamento. Non è colpa dell’Europa. Dei 133 miliardi di maggiore spesa, 94 serviranno a finanziare quota 100 e reddito di cittadinanza, e per gli ammortizzatori sociali a fronte di una disoccupazione che, sempre secondo il governo, tornerà quest’anno all’11 per cento, all’11,2 nel 2020 e al 10,9 nel 2021 rispetto al 9,7 cui era scesa ad agosto 2018. Quanto al tasso di occupazione (la partecipazione al lavoro della popolazione attiva) avremo una riduzione di 0,3 punti nel 2019, una crescita piatta nel 2020, un aumento dello 0,5 nel 2021. In questa situazione l’aumento dell’Iva non appare così dettato dall’Europa ma per mettere una pezza alle follie di Lega e M5s; e forse le aperture di Tria ad aumenti selettivi sarebbero il male minore.

Redazione

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