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Siamo kriptonite per gli investitori

Da Carige fino all’Alitalia gli stranieri si allontanano da un paese floscio

2 Aprile 2019 alle 20:09

Siamo kriptonite per gli investitori

Foto Imagoeconomica

La strategia dei grandi investitori verso asset sotto stress, messi in mostra dall’esecutivo, sembra quella della ritirata. E’ uno dei risultati dell’isolazionismo del governo Lega-M5s che lascia poche alternative al di fuori dell’intervento pubblico diretto o dell’intervento pubblico mascherato (male) attraverso le società partecipate. Per esempio il fondo americano BlackRock ha detto attraverso il suo responsabile per l’Italia Andrea Viganò di non essere interessato a investire in banca Carige, commissariata dalla Banca centrale europea con l’obiettivo preciso di trovare un partner.

 

Anche il fondo Värde, sempre americano, si è sfilato. A questo punto per Carige resta la possibilità di prorogare di una decina di giorni la presentazione delle offerte che aveva come tempo limite questo venerdì. L’alternativa, nel lungo termine, sarebbe un intervento pubblico. Una volontà mai nascosta, anzi esaltata, dal vicepremier Matteo Salvini (“l’obiettivo è salvarla sotto lo stato”). Tuttavia il problema agli occhi degli investitori rimane e non riguarda soltanto l’asset da acquistare con le sue caratteristiche specifiche. Il problema è la condizione del paese per cui le stime di crescita vengono sistematicamente riviste al ribasso dalle organizzazioni internazionali e ora – con presa di coscienza tardiva – dal governo stesso. L’ambiente tricolore per gli investitori di rango mondiale è insomma come la kriptonite per Superman. Lo si vede con Alitalia, una delle compagnie peggiori d’Europa per margini operativi. La low cost EasyJet si è da tempo sfilata da un possibile soccorso. Restano i contatti governativi con l’americana Delta. Ma un destino simile alla banca genovese, con la fuga degli stranieri, non è lontano dalla realtà. Infatti il governo fa pressione sulle Ferrovie dello stato affinché presentino un’offerta finale per entrare nel capitale della futura nuova (eventuale) compagnia. Le pressioni raggiungono la Fincantieri. E perfino la privata Atlantia. Entrambe sono quotate in Borsa. Tentare di aggiustare casi di grave crisi con una politica economica autoritaria non porta a nulla, se non alla tasca di Pantalone. Il problema maggiore oramai è la presenza di un governo investitor-repellente.

Redazione

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