Il grattacielo Unicredit a Milano è il secondo più alto d’Italia, dopo quello di Allianz (foto LaPresse)

Delocalizzazioni strategiche

Redazione

Unicredit studia un piano B per flettere verso la Germania. Altri seguirebbero?

Unicredit, seconda banca italiana, starebbe studiando una scissione delle attività estere per trasferirle in una Unicredit 2, basata in Germania e di diritto tedesco, che sarebbe al riparo dai problemi di uno spread che svaluta i titoli pubblici in portafoglio, meno zavorrata da crediti deteriorati, e con un rating di molto migliore dell’attuale, che, benché leggermente migliore, risente di quello dello stato italiano. Lo rivela il Sole 24 Ore, come progetto riservato sottoposto all’ad Jean Pierre Mustier; dal quale giunge un “no comment”. A fine 2016 Mustier, proponendo al mercato l’aumento record di capitale da 13 miliardi concluso con successo nel febbraio successivo, lanciò lo slogan “One Unicredit, one bank” a smentire ogni ipotesi di frammentare un istituto lasciato a lungo dagli azionisti privo di capitalizzazione e governance. Che cosa è cambiato?

  

Unicredit è una public company con soci all’80 per cento stranieri; e stranieri sono gli interessi della banca: se in Italia Unicredit gestisce l’11,1 per cento dei crediti, in tutti i paesi dell’Europa centro-orientale, dall’Austria alla Bulgaria, ha una media del 15 con punte sopra il 20 nella emergenti e ruggenti economie danubiane. Ma soprattutto è drasticamente mutato il quadro italiano, due anni fa promettente e oggi ostile per gli investitori e le imprese. Il piano industriale di Mustier arriva al 2019, anno critico con un governo ai margini dell’Europa e possibili peggioramenti di un rating che non potrà reggere ad altri declassamenti di quello sovrano. Se accadesse, e lo spread restasse a 300 o finisse fuori controllo, servirebbe nuovi capitali, che invece abbandonano l’Italia; cosa che non avverrebbe in Germania.

 

Il piano B somiglierebbe a una mezza Italexit. Poiché Unicredit non è l’unica big finanziaria (basti pensare a Generali) né la sola preoccupata per l’andazzo del paese, l’esempio potrebbe avere un seguito sotto il naso di un governo che dice di “fregarsene dell’Europa” ma avrà pur avuto notizia dell’esodo di capitali da Londra per la Brexit. Il grattacielo Unicredit a Milano è il secondo più alto d’Italia, dopo quello di Allianz. Per chi crede nei simboli, sarebbe un potente segnale al nord e alla sua capitale.

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