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L'effetto delle elezioni di midterm sulle Borse europee

I democratici conquistano la Camera mentre i repubblicani mantengono il controllo del Senato. I mercati finanziari del Vecchio Continente la prendono più che bene. Intanto, sulla Manovra, l'Italia è sempre più isolata in Europa

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7 Novembre 2018 alle 11:14

L'effetto delle elezioni di midterm sulle Borse europee

Foto LaPresse

Milano. Come previsto il presidente americano Donald Trump perde il controllo di uno dei due rami del Congresso e i mercati finanziari europei la prendono più che bene (il verdetto di Wall Street arriverà solo oggi pomeriggio). Tutte le Borse del Vecchio Continente sono brillanti con l'Italia che guadagna oltre l'1 per cento a metà mattinata spinta anche dai buoni risultati delle prime trimestrali (Intesa Sanpaolo, per esempio, ha battuto le attese sugli utili e oggi sono i attesi i risultati di diversi altri gruppi). La prospettiva che si apre dopo le elezioni midterm negli Usa è che d'ora in poi Trump dovrà trattare con i Democratici - che come da previsioni hanno conquistato la Camera dei Rappresentanti mentre i Repubblicani mantengono il controllo del Senato -  per portare avanti le sue riforme. Con il suo “indebolimento” sul piano interno - questa è la visione prevalente tra gli analisti - il presidente americano finirà con lo spostare l'attenzione sulla politica estera, in particolare sul fronte degli scambi commerciali, che rischia, quindi, di infiammarsi di nuovo. Ma per il momento, questo timore non si rispecchia nei corsi azionari che si limitano a prendere atto dei nuovi equilibri di Washington.

 

In arrivo le stime sulla crescita della Commissione Ue

Intanto, lo spread Btp/Bund è in lieve contrazione a 294 punti base (rendimento dei decennali intorno al 3,3 per cento) mentre si avvicina la scadenza del 13 novembre, data entro cui il governo italiano è chiamato a dare una risposta alla Commissione europea sulla manovra economica. Il ministro del Tesoro Giovanni Tria ha ribadito che il confronto con la Commissione Ue prosegue, nonostante i punti di vista differenti sulle misure decise dal governo, ma la sua uscita anticipata dalla riunione dell'Ecofin di ieri sembra confermare il clima di isolamento che sta vivendo il nostro paese a Bruxelles con tutti gli altri stati dell'Unione che hanno rispettato le regole nel predisporre i propri progetti di bilancio. La situazione dell'Italia, inoltre, appare aggravata dalle prime stime in circolazione sulla crescita dell'economia nell'ultimo trimestre dell'anno, che potrebbero essere addirittura negative dopo la frenata registrata nel terzo trimestre (crescita tendente allo zero). Ma per maggiore chiarezza su questo punto bisogna attendere domani quando la stessa Commissione renderà note le proprie previsioni sui diversi Paesi, Italia compresa. Le stime saranno certamente meno ottimistiche di quelle fatte dal governo italiano che per il 2019 vede il pil a +1,5 per cento. Una crescita minore si tradurrebbe automaticamente in un aumento di debito e deficit.

 

Lo spettro di sanzioni fino allo 0,2 per cento del pil

Ieri, il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis, ha ribadito che si sta valutando la possibilità di avviare sanzioni nei confronti dell'Italia se Roma non dovesse modificare la manovra entro i termini stabiliti. Tali sanzioni, ricordiamolo, potrebbero essere molto pesanti arrivando a rappresentare lo 0,2 per cento del prodotto interno lordo del nostro paese. Inoltre, come misura precauzionale, Bruxelles potrebbe chiedere all’Italia di trasferire un deposito non fruttifero pari a una quantità equivalente di risorse al fondo di salvataggio del blocco, l’Esm (European Stability Mechanism). In mattinata, ricorda l'agenzia Reuters, la Germania offre 3 miliardi di Bund scadenza 15/8/2028, cedola 0,25 per cento.

Mariarosaria Marchesano

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