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Gli investimenti pubblici servono agli esportatori?

Il governo Lega-M5s ha convocato le partecipate di Stato per dirigerne le politiche di investimento verso opere pubbliche in modo da spingere la crescita del pil. Migliorerà la competitività delle imprese private?

21 Ottobre 2018 alle 06:13

Gli investimenti pubblici servono agli esportatori?

(Foto Pixabay)

Marco Fortis, Fondazione Edison

 

Gli investimenti pubblici possono di certo aiutare le imprese esportatrici. Non direttamente, ma gli investimenti in infrastrutture tradizionali e avanzate hanno ricadute positive sia in termini di miglioramento della efficienza della produzione sia in termini di velocità di consegna delle merci. Gli investimenti pubblici in infrastrutture non sono necessariamente un traino di per sé, ma possono aiutare. Spesso sentiamo dire che mancano i collegamenti internet nella maggiore parte delle piccole e medie imprese del nord, per esempio. E’ difficile, poi, immaginare che l’Italia possa lavorare bene in Europa senza investimenti massicci nelle reti stradali e ferroviarie. Si pensa che alcuni collegamenti siano già fatti e operativi, come il Terzo Valico, invece ancora non sono funzionanti ma sono essenziali per fare in modo che il paese sia connesso con i grandi snodi commerciali europei, come il porto di Rotterdam. Inoltre è evidente che il traffico di merci su gomma sia elevato, ce ne accorgiamo ogni volta che viaggiamo in autostrada. E quando vengono fatti investimenti mirati per ovviare al problema, penso al passante autostradale di Venezia-Mestre, abbiamo avuto il duplice effetto di ridurre la congestione del traffico riducendo i problemi per i cittadini e di velocizzare i commerci su gomma verso l’Austria e l’est europeo. Non sono una panacea ma gli investimenti pubblici in infrastrutture sono di grande importanza per gli esportatori.

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