(foto di Sergey Zolkin su Unsplash)

di cosa parlare stasera a cena

Col web ci stiamo giocando il cervello: i risultati di uno studio

Giuseppe De Filippi

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

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Aiuto! Ci stiamo giocando il cervello, cioè il nostro organo caratterizzante e quello cui dobbiamo il successo dell’umanità. Parlatene a cena perché i rilevamenti sulla preparazione scolastica e sull’apprendimento mostrano un calo omogeneo mondiale. E se non ci sono differenze tra paese e paese, tra diversi modi di interpretare la formazione scolastica e diversi metodi di insegnamento viene il dubbio che l’unico fattore davvero comune, capace di sconvolgere così la pagella mondiale, sia il world wide web, la rete, sia per il deficit di attenzione che causa (e di cui ci sono riscontri anche nel nostro insegnamento universitario), sia per l’eliminazione della necessità di memorizzare. È un’analisi improvvisata e degna, come da contesto, di una chiacchiera a cena, ma forse sarebbe bene che chi è capace di dare una lettura più approfondita e di applicare un metodo analitico di buona qualità si metta al lavoro su questi sconvolgenti dati. 

Le tre "cose" principali

Fatto #1

Giancarlo Giorgetti oggi alla Camera a dire cosa farà l’Italia per il nuovo Patto di stabilità e per la ratifica del Mes, con qualche slalom tra le questioni non risolte. Comunque, la situazione è questa: l’Italia prova a negoziare fino alla fine sulle condizioni di rientro del debito (nodo del nuovo patto), intanto Giorgetti prende il ruolo di custode dell’ortodossia di bilancio e rivendica l’obiettivo di ridurre debito e deficit, per il Mes ci si affida al Parlamento. E dove va a parare l’economia italiana secondo l’Istat (crescita così e così e il debito, per quanto si faccia, non può essere domato). 

Fatto #2

Sono più ripetitivi i convocatori di scioperi del venerdì o i loro aspiranti precettatori?

Fatto #3

Lo stato del dibattito pubblico in Francia, cioè in Europa, cioè qui. Una giornalista messa sotto scorta per aver difeso le ragioni di Israele e per aver osservato in modo non schierato le violenze di Hamas.

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