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Di cosa parlare stasera a cena

I problemi del centrosinistra in Puglia e i danni di quota 100

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

14 Gennaio 2020 alle 17:37

I problemi del centrosinistra in Puglia e i danni di quota 100

Foto LaPresse

Anche i paesi europei mettono in discussione l'accordo con l'Iran sul nucleare.

 

Ma per evitare sanzioni automatiche.

  

Mica male le pensioni a quota 100, i dati dell'Inps mostrano importi che superano largamente i salari di chi entra nel mondo del lavoro e anche di chi lavora da qualche anno. Per la precisione siamo a 1.400 medi per gli autonomi, 2.100 per chi lavorava nel privato e ben 2160 per chi lascia un posto statale. Persone che ora, in base all'aspettativa di vita media, saranno beneficiarie di trattamenti nella grandissima parte dei casi largamente eccedenti rispetto ai loro versamenti. Ricordiamo anche che i loro trattamenti saranno pagati con i contributi correnti, quindi esattamente con ciò che versano i lavoratori attivi e i loro datori di lavoro. Non serve grande tecnica nel calcolo attuariale per capire che l'equità intergenerazionale è ben lontana. Ma soprattutto, e ora lo dice anche lo stesso Tridico, né il reddito di cittadinanza né i pensionamenti anticipati di quota 100 danno spazio a nuovi lavoratori.

  

Intanto comincia il dialogo tra governo e sindacati sul cuneo fiscale e come ridurlo (ricordiamo, già che ci siamo, che quel cuneo non è fatto solo di fisco, parte su cui si intende agire, ma anche di contributi previdenziali, cioè esattamente quelli di cui sopra e che vanno a finanziare tra l'altro quota 100). Cgil, Cisl e UIl comunque vanno a vedere le carte del governo, anche se, ovviamente, si lasciano spazio di manovra per trattare.

 

Il decreto sicurezza da sistemare.

 

La ricandidatura di Michele Emiliano in Puglia sconquassa il centro-sinistra (ma sì chiamiamolo di nuovo così) e dà spazio a nuove iniziative. Interessante che Carlo Calenda abbia detto che, tra Emiliano e Raffaele Fitto, voterebbe per il secondo, che effettivamente ha già amministrato la Puglia dando prova di moderatismo e facendo onore alla sua estrazione politica centrista e certamente non salvinian/sovranista. Però ora a Calenda e ai suoi seguaci pugliesi viene offerta un'altra possibilità, perché Italia Viva (che in regione vanta la stimata ministra Teresa Bellanova) intende proporre un proprio candidato in funzione palesemente anti-Emiliano. Manteniamo, per comodità retorica, il punto di vista del calendiano di turno, ma chiaramente rappresenta in senso più ampio l'elettore di centro-sinistra esasperato da Emiliano. Per capirci: anche +Europa mette in mora il Pd per la candidatura pugliese e si schiera con Italia Viva. Che fare a questo punto? votare comunque Fitto per avere la certezza di sconfiggere Emiliano o votare per il candidato renziano e dare un interessante segnale politico ma rischiando però di dividere i voti anti-Emiliano e regalare un'altra vittoria  al governatore uscente? È un bel rovello, anche perché qui si faceva i finti ingenui, escludendo che un calendiano scelga di votare Fitto non per ragioni matematiche ma per l'incomprimibile antipatia politica tra i due schieramenti. Ma si sa bene che potrebbe essere invece questa la motivazione. In ogni caso la Puglia sta diventando ben più interessante dall'Emilia-Romagna per capire cosa ne sarà del campo largo, ma diviso, del centro-sinistra.

 

Congratulazioni a Stefano Bonaccini e alla sua regione, questo test (che non comporta ospedalizzazione né rischi per le partorienti) è accurato quanto l'amniocentesi, che è coperta dal servizio sanitario, ma non è in alcun modo pericoloso per la gestazione. Adottarlo per gli assistiti della regione è un segno di grande attenzione.

   

Sì, può essere, ma ci sono molto motivi e prove storiche a mostrare che in Italia l'ambientalismo non porta voti.

 

Non fondati i timori sul pericolo costituito dalla sabbia negli ingranaggi. Si può cominciare con l'attività del Mose.

  

Saltano posti di lavoro, si sposta un po' di produzione in Albania, la tassa contro le bevande zuccherate mostra tutta la sua scempiaggine e apre un facile terreno di contrasto politico (oggi Renzi si dà da fare).

 

Qualche idea per sostenere gli investimenti e tenere il passo della Germania, dove si sta già finanziando il passaggio verso l'auto elettrica di massa.

 

Intanto però servirebbe un po' di intelligenza per evitare una transizione troppo dura e soprattutto per non colpire il motore Diesel con un insensato e infondato stigma ambientalista. L'unione petrolifera certamente è di parte, ma almeno porta dati sperimentalmente verificabili, diversamente da ciò che avviene nelle ordinanze comunali. 

  

Anche in Francia calano la nascite, e lì c'è tutto quello che può servire per le politiche attive a favore della maternità.

 

Il cardinale Sarah tiene il punto.

 

E anche il papa emerito tiene il suo.

  

Meglio di Hammamet.

  

Evviva Ghemon, parlatene a cena (e divertitevi a seguirlo)

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