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L'omicidio del carabiniere a Roma e il "o me o Tria" di Salvini

Idee e spunti per sapere quello che succede nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi

26 Luglio 2019 alle 19:00

L'omicidio del carabiniere a Roma e il "o me o Tria" di Salvini

foto LaPresse

Tutto già visto, ma anche questa volta, e anche arrivando al decreto sicurezza numero mille, Salvini non può fermare certo le navi della Guardia Costiera italiana né può chiudere ad esse i nostri porti.

   

Non fate gli scemi, dice S&P all'Italia, ovvero non giocate con le questioni di fondo della finanza pubblica e con la credibilità finanziaria (ad esempio non fate roba come i minibot che potrebbero sembrare una valuta parallela) altrimenti, senza neanche aver fatto nulla di concreto ma solo per parole e progetti sbagliati, si va a finire molto male. Il paragone, ormai usurato, è con il destino della Grecia. Non quella di oggi, ma quella del 2011.

 

Il tutto mentre Salvini lancia un "o me o Tria", al quale tutto il mondo finanziario e chiunque abbia a cuore un sano sviluppo economico ha già risposto con un sonoro "Tria!". Poi comunque c'è sempre la scappatoia, Salvini si lascia sempre lo spazietto per dire che l'ultimatum non era ultimissimo ma solo quasi ultimissimo. E quindi all'intimazione pilatesca (nel vero senso del termine) aveva premesso un "se non scendono le tasse". E allora Tria potrà facilmente evitare il patibolo politico o il gioco della torre e ricordare che anche lui vuole far scendere le tasse e così si andrà avanti, avendo consentito a Salvini di fare la faccia truce anche oggi e anche sui temi economici.

   

Franceschini dice di non lasciare il M5s nelle braccia della Lega. Pensa di essere ancora una volta abile nella manovra politica ma forse questo schema innovativo, non all'interno di un partito (situazione in cui è campione nel piazzarsi in maggioranza) ma in uno schieramento fatto da populismo 1 e populismo 2 e dominato da variabili meta-politiche, il tradizionale schema di gioco franceschiniano non si applica facilmente. Dovrebbe considerare, ad esempio, per restare nella tattica spiccia che l'alleanza attuale corrode i 5 stelle, e libera elettori verso un ritorno al Pd, e corrode anche la Lega (che resiste e cresce nei sondaggi ma prima o poi subirà l'usura del governo del cambiamento). Allora meglio ascoltare il suo segretario Zingaretti che a sua volta sembra essersi ispirato a un recentissimo scritto di Goffredo Bettini, le espressioni sono visibilmente simili quando non uguali e soprattutto lo sviluppo logico del ragionamento sembra preso di peso. Zingaretti in sostanza dice, riproponendo Bettini, che i 5 stelle si stanno consumando politicamente e stanno esaurendo le loro energie e che questo processo li porterà alla disgregazione e a quel punto sarà possibile raccoglierne alcuni frammenti ma senza neppure lontanamente impostare un dialogo con l'attuale dirigenza grillina. Forse la stessa cosa l'ha capita anche Beppe Sala, anche lui intervenuto sul tema, e forse no.

  

Il pacato e produttivo confronto in regione Lombardia sul bilancio, protagonisti sono quei partiti che governano assieme il paese anche se non sono alleati in regione.

  

Boris Johnson avrebbe chiesto aiuto politico con la stessa tecnica dei call center che ci propongono i cambi di abbonamenti vari, cioè andando direttamente a disturbare sconosciuti o persone che comunque non gli avevano chiesto di dialogare.

 

Trump commenta i dati sulla crescita negli USA, che non sono neanche male, ha ragione, ma ci aggiunge una coda contro la Federal reserve. Sembra che tenti di precostituire un colpevole futuro cui addossare le colpe se il ciclo economico, come ampiamente previsto, dovesse rallentare.

  

A Parigi e Londra non solo fa un caldo pazzesco ma è anche saltata la distribuzione di energia per muovere i treni.

  

E mentre la calura invade parte della Francia, sulle Alpi la tappa del Tour de France viene interrotta a causa di una grandinata che ha imbiancato le strade. Egan Bernal si ritrova in maglia gialla senza aver superato il traguardo. Ecco la puntata di oggi del romanzo della Grande Boucle. E così il Tour de France fa mezza giornata libera.

 

A Roma, nella zona vicina al lungotevere del quartiere Prati, vicino al Palazzo di giustizia, l'uccisione di un carabiniere intervenuto per un tentativo di recupero della refurtiva, un borsello, per un furto avvenuto ore prima. Non è certo neppure che l'omicida fosse anche l'autore del furto o se si sia trattato di una persona incappata nei controlli dei carabinieri per altre ragioni. L'aggressione ai danni del carabiniere ucciso è stata improvvisa e repentina, subito seguita dalla fuga dell'assassino. Nel pomeriggio varie persone sono state portate nella stazione dei carabinieri di Roma Prati e su due di loro si sarebbero concentrati i sospetti e gli approfondimenti d'indagine. La ridda di commenti politici, a partire da quelli del ministro dell'interno, non ha offerto un cordoglio degno della morte di una persona che serviva lo stato

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